Il testo, che si compone di 35 articoli, segna gli ambiti operativi della futura Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture sottomarine. Le norme regolano accessi, rischi e standard nelle profondità marine. Un’attenzione particolare è stata quella sul valore e il ruolo dei cavidotti. Manca ancora l’esame della Camera dei Deputati.
Ddl Attività subacquee
Il Senato ha approvato in prima lettura il Disegno di legge sulle attività subacquee con i voti favorevoli della maggioranza (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia). Il testo si compone di 35 articoli e segna un passaggio strategico per la sicurezza delle infrastrutture marine. Fondamentale, ora, sarà l’esame della Camera dei Deputati.
A margine dell’evento, il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci ha dichiarato:“L’aula del Senato ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza della dimensione subacquea. Ringrazio la maggioranza, l’opposizione e la relatrice Simona Petrucci, per la passione e l’attenzione con cui hanno seguito l’iter parlamentare del ddl. Si tratta di un provvedimento che colma un vuoto legislativo mentre quello spazio sottomarino assume una centralità negli interessi militari e civili senza precedenti”.
In secondo luogo ha spiegato: “Si tratta di una normativa fra le prime adottate da Paesi dell’Unione europea. Certamente comporterà anche un confronto, che mi auguro franco e sincero, con la Commissione e il Parlamento europeo per la dimensione internazionale che la materia assume. Ovviamente, anche in ordine alla sicurezza nazionale“.
Tutti queste temi, per altro, Musumeci gli aveva analizzati nella ‘nostra’ intervista, in occasione della consegna del Premio “Underwater” a Next 2025. L’evento era stato il corporate summer party del Gruppo editoriale ‘Supercom’. Secondo lui, in effetti, non si poteva prescindere dalla centralità di questo provvedimento e dal dominio subacqueo in generale.
Il valore delle novità
Tra le novità più rilevanti, il Ddl ha istituito l’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee. La sua funzione è quella di un organismo tecnico e di coordinamento con vari compiti. Tra questi:
- Il monitoraggio dei rischi di interferenza per infrastrutture sottomarine in aree soggette alla giurisdizione nazionale, ma anche – limitatamente alle infrastrutture italiane – nell’alto mare.
- L’individuazione e la classificazione delle attività subacquee a rischio, in base alla loro tipologia, prossimità e profondità. In questo caso ci sarà il supporto della Marina Militare e della sua Centrale Operativa;
- La definizione di misure di verifica, ricognizione e monitoraggio dell’intera rete nazionale delle infrastrutture subacquee.
- La stesura di piani di emergenza per il ripristino rapido della funzionalità di cavi sottomarini e condotte danneggiate o interrotte. L’obiettivo sarà quello di mitigare impatti su reti energetiche, digitali e di comunicazione.
- Il coordinamento degli interventi in caso di inquinamento e l’attuazione delle direttive della normativa ambientale europea.
- La definizione di procedure semplificate per gli interventi urgenti di manutenzione e la riparazione di cavi e condutture posati sulla piattaforma continentale italiana.
Il disegno di legge ha introdotto dei riferimenti tecnici e sanitari per i mezzi, gli operatori e i soggetti che operano negli spazi subacquei. Ha contemporaneamente definito un quadro di sanzioni per chi viola le prescrizioni o agisce senza autorizzazioni. L’approvazione del Ddl poi – alla luce delle complessità economiche e geopolitiche contemporanee – doterebbe l’Italia di un impianto normativo che consente:
- maggiori controlli sugli accessi agli spazi marini dove transitano le dorsali internazionali.
- Prevenzione più efficace di danni accidentali o dolosi.
- Tempi di reazione ridotti in caso di incidenti.
- Tracciabilità operativa nelle zone di installazione e manutenzione dei cavi.
I prossimi passaggi
Per quanto riguarda l’iter, nella giornata odierna in Senato c’è stata l’astensione da parte di PD, M5S e Italia Viva. Contrari i gruppi Autonomie e Misto-Avs, che hanno sollevato perplessità sull’effettivo coordinamento con le normative esistenti e sull’esclusione delle attività militari dal campo di applicazione.
Nella misura in cui il testo dovesse superare l’approvazione della Camera dei Deputati potrebbe diventare legge entro l’autunno. Si darebbe così il via alla serie dei decreti attuativi che porterebbero l’Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture sottomarine alla piena operatività entro il 2026.


















