I Carabinieri hanno arrestato ieri a Rimini Serhii Kuznietsov, 49 anni, ex capitano dell’Esercito ucraino a riposo, quale presunto coordinatore del sabotaggio del gasdotto Nord Stream.
Svolta nelle indagini sul Nord Stream
Ieri a Rimini i Carabinieri hanno tratto in arresto Serhii Kuznietsov, cittadino ucraino di 49 anni, ritenuto il presunto coordinatore del sabotaggio del gasdotto Nord Stream. Ex capitano dell’Esercito ucraino a riposo ed ex membro dell’SBU (il servizio di sicurezza di Kiev), secondo la Stampa Kuznietsov si trovava in Italia per una vacanza.
Nonostante l’Europol avesse spiccato un mandato di cattura lo scorso, 18 agosto, aveva comunque organizzato le sue vacanze in Italia. Durante l’arresto, i Carabinieri si sono fatti consegnare documenti, cellulari, computer, tablet, carte di credito. Tutti elementi validi per portare avanti le indagini.
L’attacco all’infrastruttura che – attraverso il Mar Baltico – collegava la Russia all’Europa occidentale ha rappresentato un esempio tangibile delle vulnerabilità della dimensione underwater.
Il ruolo operativo
Il Corriere della Sera ha aggiunto che in qualità di “comandante della missione“, Kuznietsov avrebbe coordinato “un piccolo equipaggio di civili e militari, a bordo di una barca a vela“. In tutto, sarebbero stati sei gli operativi, con l’obiettivo di minare il gasdotto. Lo scafo di 15 metri, ‘Andromeda‘, sarebbe stato preso a nolo a Rostock, in Germania.
Sempre da Rostock è partita l’operazione, il 7 settembre 2022, toccando la Polonia e la Svezia. A bordo, anche quattro sommozzatori civili esperti, una donna e due militari d’élite. Il sabotaggio è perfettamente riuscito, tanto che in seguito all’impiego delle mine, l’esplosione del 26 settembre ha messo fuori uso l’infrastruttura.
Nella fuga dei presunti operativi, però, di nuovo in direzione Rostock, i presunti sabotatori avrebbero commesso un errore, non lavando a fondo la loro imbarcazione. E proprio dai fondali, “gli investigatori tedeschi hanno recuperato impronte, materiale umano, Dna, fino a ricostruire le loro identità“.
In attesa di nuovi dettagli, visto quanto è accaduto a Rimini, dopo le vicende Almasri e Carla Zambelli, le autorità italiane dovranno confrontarsi con un altro delicato caso internazionale.















