Piantedosi: “Verso un’Autorità che vigili sulle app di messaggistica che usano crittografia end to end”

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato a Rai 1 a volontà del Governo di istituire un’autorità per il monitoraggio dei servizi di messaggistica crittografata end to end. Il principale ruolo operativo sarà in capo alla Polizia Postale. L’obiettivo è imporre a questi fornitori obblighi simili a quelli delle compagnie telefoniche, con sanzioni che arriverebbero fino alla sospensione.

Piantedosi e il monitoraggio sulle app di messaggistica

Il Governo pensa di istituire un’autorità pubblica radicata al Ministero dell’interno, Servizio di Polizia Postale, che possa avere il ruolo di monitoraggio, vigilanza e quindi anche applicazione delle sanzioni sulle app di messaggistica”. Lo ha annunciato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella puntata dello scorso 18 luglio di “Codice”, programma su Rai 1 ideato e condotto da Barbara Carfagna.

Il grande obiettivo è che i fornitori di servizi di messaggistica crittografata end to end (Whatsapp, Signal, Telegram) arrivino ad essere equiparati al quadro di regole e obblighi imposti alle compagnie telefoniche. Per farlo, dovranno avere delle sedi in Europa ed essere soggetti ad un sistema di sanzioni. Le quali, possano spingersi fino alla sospensione del servizio.

Il vertice del Viminale ha in effetti aggiunto: “Il quadro normativo sta evolvendo a livello europeo e internazionale. Questo è il senso di obbligare questi soggetti internazionali, quasi tutti situati fuori dall’Unione Europea, a tenere degli stabilimenti nei singoli Stati membri“.

E’ questo il mododi poter radicare una giurisdizione che possa loro imporre degli atteggiamenti“. La pena saranno “sanzioni che possono essere applicate anche in termini di interruzione di servizio“.

L’invito del Capo della Polizia Vittorio Pisani

Le parole del Ministro hanno ripreso e dato un seguito all’invito che due mesi fa aveva fatto il capo della Polizia Vittorio Pisani, durante il Festival dell’Economia di Trento.

Pisani aveva rimarcato la necessità di confrontare il funzionamento di due settori – digitale e comunicazioni telefoniche – con diversi aspetti in comune. Tra questi, quadri giuridici, di ricerca e monitoraggio. E insieme, le sinergie tra il comparto privato e accademico, soluzioni di intelligenza artificiale (AI), computazione quantistica.

Da qui, il reclamo sulla necessità di intervento normativo, a livello nazionale, o europeo, che equiparasse le piattaforme di messaggistica agli obblighi che hanno le compagnie telefoniche. In particolare, quelli in caso di indagini della magistratura nel rendere disponibili i dati degli eventuali inquisiti.

Quale ruolo per la nuova Autorità

Fermo restando il ruolo centrale che ricoprirà la Polizia Postale, sarà interessante valutare in quali ambiti e come si interfaccerebbe la nuova Autorità con gli organismi già esistenti. Il tutto, considerando che tra le sue competenze ci sarà il monitoraggio dei comportamenti delle piattaforme digitali nella gestione dei dati. Si comincerà dalla collocazione dei server, deposito di questi dati.

Il nuovo organismo dovrebbe trovarsi nell’ambito dello stesso Ministero dell’Interno, dando così un particolare profilo politico all’iniziativa.

Sarà anche interessante osservare come il nuovo ufficio si collocherà rispetto all’Agenzia per la Cybersecurity Nazionale (ACN). Sia, rispetto alle autorità che si occupano di privacy e comunicazioni sono il Garante per la protezione dei dati personali (Garante Privacy) e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM).

Si delinea un vero aggiornamento sia del quadro organizzativo che della visione teorica del fenomeno della gestione dei dati. Non è improbabile che i grandi soggetti fornitori di servizi possano comunicare il loro punto di vista, magari con diverse frizioni per le eventuali nuove limitazioni.

Il dibattito interno al Governo

Sempre secondo Piantedosi, questo indirizzo è doveroso alla luce delle complessità odierne. La crescita degli episodi di guerra ibrida ha reso la cybersecurity un pilastro della sicurezza nazionale. Per questo, dal suo punto di vista, uno Stato moderno deve sapere rispondere a tutte le forme di intrusione o comunque di interferenza.

E senza un controllo sulle catene di passaggio della messaggistica, questi livelli di sicurezza sono più difficili da garantire. Ovviamente, all’interno della maggioranza si è sviluppato un grande dibattito, anche perché potrebbero essere in gioco persino le forme di assetto democratico del Paese.

Assicurare la massima trasparenza e indipendenza degli apparati nazionale in questa evoluzione della materia, diventa il presupposto di ogni processo innovativo.

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