“Phica.net” è solo una delle numerose piattaforme online che alimentano un mercato milionario. Il sessismo sul web è sempre più diffuso.
Un fenomeno senza confini
Il sessismo sul web e la vendita di immagini esfiltrate da telecamere non conoscono limiti, come ha dimostrato una recente scoperta di un’azienda trevigiana di cybersicurezza.
Ad operare in questo mercato non c’era infatti ‘solo’ “Phica.net“, di cui la Polizia ha disposto il sequestro, ma una moltitudine di soggetti. Dagospia ha infatti riportato che nell’ultima settimana c’è stata la scoperta di undici portali, tutti con domini esteri, che trasmettevano “filmati rubati dalle telecamere di sorveglianza“.
Grazie alle segnalazioni alla Polizia Postale di Venezia e all’autorità giudiziaria, le indagini già in corso sulla diffusione illecita dei contenuti si stanno allargando. Le forze dell’ordine, intanto, “hanno ottenuto la rimozione dei video provenienti da telecamere installate in Italia, anche se i siti restano ancora attivi“.
Il ruolo dei social
Negli anni si è assistito alla progressiva proliferazione di questi forum sul web. La diffusione dei social, poi, ha moltiplicato la mole delle immagini potenzialmente oggetto di scambio.
In alcuni casi, le immagini hanno subito delle modifiche, tramite l’AI, così da renderle ancora più esplicite. Le donne coinvolte non erano solo attrici o persone dello spettacolo ma anche comuni.
Come si alimenta il mercato
Contrastare questi illeciti per le autorità è particolarmente ostico, in quanto dietro ai noti motori di ricerca si nasconde una rete parallela. Una rete parallela “di piattaforme accessibili solo tramite indirizzi non indicizzati o scambiati in chat chiuse su sistemi di messaggistica“.
Si aggiunga che le transazioni avvengono sempre di più attraverso criptovalute. Addirittura, tramite alcune piattaforme, i clienti hanno la possibilità di acquistare “l’accesso alle telecamere in diretta, arrivando di fatto a prenderne il controllo“.
Le tariffe possono variare dai 20 a 600 dollari, in funzione della popolarità delle foto o dei video, che possono raggiungere anche le 20.000 visualizzazioni. Le transazioni avvengono tramite bot su Telegram, in criptovalute, rendendo più difficile risalire ai vertici della catena.
I dati della Polizia Postale
Nel suo Rapporto 2024, la Polizia Postale ha analizzato i ‘reati online contro la persona‘. Dall’analisi, nel confronto tra il 2023 e l’anno successivo, è emerso una crescita di questi fenomeni.



















