La maggiore chiarezza informativa non serve soltanto a creare un rapporto più immediato con la cittadinanza. Serve infatti anche a limitare l’espansione delle possibili truffe online.
Anche i Carabinieri sono online
Anche l’Arma dei Carabinieri ha un suo canale WhatsApp. Sotto l’hashtag #PossiamoAiutarvi, l’Arma ha presentato questo nuovo servizio digitale, con l’ottica di dare alcune precise informazioni.
Un sistema, quello dei gruppi delle pubbliche autorità che è pensato per venire incontro alle esigenze degli utenti, spesso troppo indaffarati per consultare i portali ufficiali. O che, semplicemente, preferiscano avere in automatico delle comunicazioni, anziché cercarsele direttamente.
Per coloro che dunque decidessero di entrare nel gruppo, saranno disponibili le notifiche su:
- comunicati e informazioni utili.
- Aggiornamenti sulle operazioni di servizio.
- Pillole di prevenzione.
- Nuovi bandi di concorso per entrare nella famiglia dell’Arma
L’Arma ci ha comunque precisato a ricordare che in caso di emergenza bisogna comporre il numero 112 o raggiungere una Stazione Carabinieri.
Come iscriversi al canale WhatsApp?
Gli utenti che volessero ricevere tutte le notifiche direttamente sui loro dispositivi, non devono fare altro che possedere un profilo WhatsApp. A fronte di questo unico requisito, sia su cellulare che da computer, si deve cliccare sul link https://whatsapp.com/channel/0029Va807dj0VycK4FBV9J22.
Dopodiché è sufficiente digitare su ‘Segui il canale‘ e si entrerà a far parte di questa nuova e importante comunità digitale, sempre con l’attenzione sulle informazioni più utili.
Trasparenza, tutela e comunicazione
La maggiore chiarezza informativa non serve soltanto a creare un rapporto più immediato con la cittadinanza. Serve infatti anche a limitare le possibili truffe online. La tempestività è infatti un’importante vettore per reagire e limitare alcuni danni.
Soltanto quattro mesi fa, infatti, la Polizia Postale aveva posto l’attenzione su una campagna di phishing in atto, con false convocazioni giudiziarie a firma “Comando Carabinieri per la tutela dell’informatica”. I rischi per gli utenti, con le vulnerabilità che possono arrivare fin nei singoli dispositivi, necessitano per questo di attenzioni continue.
Si, da una parte, è evidente che nessuna autorità contatterebbe mai direttamente i cittadini, dall’altra questi potrebbero venire informati quasi in tempo reale. Così facendo si potrebbe evitare – magari proprio con delle note ufficiali dei Carabinieri – che ci siano delle risposte a dei cyber criminali intenzionati a rubare dati personali o ad ottenere pagamenti in denaro.
















