Nvidia ha risposto alla Cyberspace Administration of China (CAC), dopo che quest’ultima aveva espresso una serie di preoccupazioni sui rischi di sicurezza legati ai chip AI H20.
Il valore dei chip AI H20
Di fronte alle recenti preoccupazioni sollevate dalla Cyberspace Administration of China (CAC) sui rischi di sicurezza associati al chip AI H20, Nvidia ha fornito delle risposte nel merito. Secondo la Reuters, infatti, l’azienda con sede principale a Santa Clara (California) ha spiegato che i suoi prodotti non contengono alcuna ‘backdoor’ che permetta accessi o controlli remoti.
La controversia è nata in un contesto geopolitico delicato. Pechino, infatti, ha espresso timori per la possibilità che le tecnologie avanzate americane – specialmente quelle AI – possano compromettere la protezione dei dati e la sovranità digitale del Paese.
L’intervento dell’organismo governativo cinese è arrivato a ridosso dell’annullamento del divieto statunitense sull’esportazione dei chip H20 in Cina. Un episodio, quest’ultimo, che aveva creato delle ulteriori tensioni tra Pechino e Washington.
Possibili risposte
Il Governo cinese non ha esplicitato quali misure intenda adottare in risposta. Il tutto, per quanto, l’iniziativa rappresenta un segnale di crescente assertività e volontà nel rafforzamento delle alternative interne ai semiconduttori d’importazione.
Nvidia, da parte sua, continua a essere una componente cruciale per il settore tecnologico cinese, con una domanda che resta molto elevata a livello accademico e militare. La società americana ha confermato un nuovo ordine da 300.000 unità di chip H20, sottolineando l’interesse continuo nonostante le frizioni politiche.
Il confronto si è inserito in un quadro più ampio. Gli stessi USA potrebbero valutare proposte legislative per tracciare l’utilizzo globale dei chip AI prodotti da aziende nazionali.
Nvidia sotto indagine in Cina
All’interno di questa fase geo-economica molto complessa, si aggiunga un altro elemento. Nvidia infatti è sotto indagine antitrust in Cina e sotto scrutinio per la conformità agli impegni presi durante l’acquisizione di Mellanox.
A livello globale, dunque, l’equilibrio tra autonomia digitale, esigenze di mercato e sicurezza continua dunque a essere fragile e complesso.














