Secondo i servizi di sicurezza di Oslo, nei prossimi mesi si intensificheranno le attività dei servizi russi in Norvegia, con particolare attenzione all’Artico.
“Prevediamo che nel 2026 i servizi segreti russi intensificheranno la loro attività in Norvegia, continuando a concentrarsi su obiettivi militari ed esercitazioni alleate“. E insieme, “sul nostro sostegno all’Ucraina e sulle operazioni nell’estremo nord, nella regione dell’Artico e nelle Svalbard“. Il rischio è quello di un aumento delle possibili operazioni di sabotaggio.
Quello che ha ricostruito l’intelligence di Oslo è uno scenario che risponde propriamente ai canoni del “conflitto ibrido“. Del resto la Norvegia, principale fornitore europeo di gas tramite gasdotti, è sempre più preoccupata che le agenzie legate a Mosca possano colpire le sue infrastrutture energetiche. Sia fisicamente che tramite attacchi informatici.
Secondo le autorità norvegesi, dunque, è probabile “che la Russia continuerà a sorvegliare la frastagliata costa norvegese e a mappare le sue infrastrutture critiche, utilizzando navi civili“.
Rapporti tesi la Norvegia e la Russia
Negli ultimi anni le relazioni tra Mosca e Oslo sono diventate sempre più delicate e non solo per le proiezioni di potenza verso l’Artide.
La Norvegia, Paese membro e pilastro della NATO, condivide un confine artico con la Russia. Continua perciò a monitorare attentamente l’attività militare russa nel Nord Atlantico e nella penisola di Kola. Quest’area ospita la base della Flotta del Nord russa e circa due terzi della capacità di “second strike” di Mosca, ossia “la sua capacità di rispondere a un attacco nucleare con un contrattacco“.
In termini ‘numerici’, il Servizio di Sicurezza della Polizia norvegese (PST) ha ribadito a più riprese che la minaccia “che la Russia rappresenta è in aumento“.
Il segnale dell’attacco cyber contro la diga
Lo scorso agosto, il PST ha attribuito a hacker criminali legati a Mosca un attacco informatico contro la diga idroelettrica norvegese di Bremanger. Per il comparto informativo norvegese quell’episodio è stato un punto fondamentale. “Il segnale di una Russia sempre più pericolosa sul fronte della sicurezza ibrida“.
L’ambasciata russa a Oslo ha respinto le accuse, definendole “infondate e politicamente motivate”. Tuttavia, il PST ha ribadito le proprie preoccupazioni anche venerdì scorso. E lo ha fatto, per l’appunto, ribadendo che i servizi di intelligence russi potrebbero vedere un vantaggio nel compiere operazioni di sabotaggio in Norvegia nel corso del 2026.
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