Neal Jetton, direttore cybercrime di Interpol, avverte: chatbot, deepfake e phishing-as-a-service abbassano la soglia tecnica e permettono frodi su scala globale.
L’intelligenza artificiale sta rendendo il cybercrime più veloce, più accessibile e più difficile da contrastare. A lanciare l’allarme è Neal Jetton, direttore dell’unità cybercrime di Interpol, in un’intervista a Politico. Secondo Jetton, strumenti AI sempre più diffusi consentono anche a persone prive di competenze tecniche avanzate di commettere frodi online su larga scala.
Attività che in passato richiedevano competenze specifiche – scrivere email credibili, creare campagne di phishing, personalizzare messaggi di social engineering o produrre contenuti falsi – oggi possono essere automatizzate o semplificate grazie a chatbot, kit criminali già pronti e strumenti generativi.
Cybercrime da 5.500 miliardi l’anno
Secondo le stime dell’Unione europea citate da Politico, il costo globale annuo del cybercrime raggiunge i 5.500 miliardi di euro. In questo scenario, l’AI sta agendo come moltiplicatore: non crea necessariamente nuovi reati, ma rende più economici, rapidi e scalabili quelli già esistenti.
Tra gli strumenti più usati ci sono i cosiddetti kit di phishing-as-a-service, piattaforme pronte all’uso che permettono a potenziali truffatori di lanciare campagne di phishing senza grandi capacità tecniche. A questi si aggiungono tecnologie commerciali disponibili al pubblico, come chatbot AI e strumenti per generare immagini, voci o video sintetici.
“Questi strumenti permettono praticamente anche ai principianti di commettere frodi su larga scala”, ha spiegato Jetton.
Criminalità organizzata e outsourcing tecnico
L’abbassamento della soglia tecnica sta cambiando anche il profilo degli attori coinvolti. Secondo Interpol, gruppi criminali organizzati sono sempre più presenti nel mercato delle frodi online perché possono esternalizzare la parte tecnica o automatizzarla con strumenti AI.
A marzo, Interpol aveva già segnalato che le frodi abilitate dall’intelligenza artificiale possono essere quattro volte e mezzo più redditizie rispetto ai metodi tradizionali. Alcuni gruppi terroristici attivi in Africa, inoltre, userebbero truffe online per finanziare le proprie attività.
I compound delle truffe online
Secondo Jetton, i chatbot AI permettono agli operatori di questi compound di creare email credibili e personalizzate, migliorare le conversazioni con le vittime e costruire truffe più sofisticate. I deepfake, invece, consentono di simulare identità, volti e voci, rendendo più convincenti raggiri finanziari e frodi sentimentali.
L’AI cyber sempre più pericolosa? I casi di Mythos e GPT-5.5-Cyber
L’allarme di Interpol arriva mentre Europa e governi occidentali discutono dei nuovi modelli AI avanzati per la cybersecurity, come Mythos di Anthropic e GPT-5.5-Cyber di OpenAI. Le aziende sostengono che questi strumenti possano superare la maggior parte degli hacker umani in alcune attività, soprattutto nella scoperta di vulnerabilità software.
Jetton ha raccontato che, in un recente incontro con CISO di alto livello, questi modelli erano al centro della discussione. La preoccupazione è che strumenti capaci di trovare e sfruttare rapidamente falle nei sistemi possano accelerare la capacità offensiva degli attaccanti, anche se sviluppati con finalità difensive.
L’AI non crea nuovi crimini, li scala
Per Jetton, però, il punto non è che l’AI stia creando categorie completamente nuove di reato. Il cambiamento principale riguarda la scala.
“Quello che abbiamo visto è che l’AI ha permesso la proliferazione e l’espansione di crimini già esistenti”, ha spiegato, citando truffe, phishing e frodi online.
È una distinzione importante: la minaccia non nasce solo dalla super-intelligenza dei modelli più avanzati, ma dalla disponibilità di strumenti comuni che rendono più efficaci attività criminali già note. Più che inventare nuovi reati, l’AI industrializza quelli esistenti.
Una minaccia più accessibile
L’avvertimento di Interpol fotografa una fase nuova del cybercrime. L’intelligenza artificiale non è più soltanto uno strumento nelle mani di gruppi altamente qualificati, ma una tecnologia che permette a criminali meno esperti di operare con maggiore efficacia.
Per aziende, governi e cittadini, questo significa un aumento del volume e della qualità delle truffe digitali. Email più credibili, messaggi personalizzati, deepfake più realistici e campagne automatizzate renderanno sempre più difficile distinguere tra comunicazioni legittime e tentativi di frode.



















