Nozomi, fondata da Andrea Carcano e Moreno Carullo, diventerà una controllata interamente posseduta da Mitsubishi Electric, pur mantenendo la propria indipendenza operativa.
Il colosso industriale giapponese Mitsubishi Electric ha annunciato l’acquisizione della società di cybersicurezza Nozomi Networks in un’operazione dal valore di circa 1 miliardo di dollari.
Nozomi diventerà una controllata interamente posseduta da Mitsubishi Electric, pur mantenendo la propria indipendenza operativa. La transazione comprende 883 milioni di dollari in contanti oltre a precedenti partecipazioni azionarie.
Nozomi aveva raccolto 100 milioni di dollari in un round di finanziamento Serie E nel 2024, a cui avevano partecipato attori di primo piano dell’Operational Technology (OT), tra cui Mitsubishi Electric e Schneider Electric. Tra gli investitori precedenti figuravano Honeywell, il fondo di venture capital della CIA In-Q-Tel e Johnson Controls.
L’amministratore delegato Edgard Capdevielle ha dichiarato che la società continuerà a fornire servizi anche agli investitori preesistenti e ad altre aziende dopo il completamento dell’operazione, previsto per il quarto trimestre. Capdevielle ha sottolineato che Nozomi resterà “vendor-agnostic” nonostante la nuova proprietà.
Mitsubishi Electric – Nozomi Networks: una delle operazioni più rilevanti nella cybersicurezza industriale
Si tratta di una delle operazioni più rilevanti finora nel campo della cybersicurezza industriale, un settore in forte crescita che riguarda la protezione delle infrastrutture critiche come impianti idrici, centrali elettriche e gasdotti.
L’aumento degli attacchi da parte di avversari stranieri ha accresciuto l’attenzione sulla vulnerabilità dei sistemi industriali. Secondo un rapporto pubblicato ad agosto da Dragos e Marsh McLennan, il rischio finanziario medio globale legato a cyberattacchi contro tecnologie operative potrebbe raggiungere i 31,1 miliardi di dollari nei prossimi 12 mesi.
Le tensioni geopolitiche contribuiscono ad alimentare le preoccupazioni per la sicurezza delle infrastrutture industriali. Washington accusa da anni la Cina di infiltrazioni nelle reti di operatori critici e ha recentemente lanciato allarmi dopo attacchi a sistemi idrici statunitensi attribuiti a hacker legati all’Iran, in seguito al bombardamento di siti nucleari iraniani.
La collaborazione tra Nozomi e Mitsubishi Electric si era già intensificata nel 2024 con il lancio di Arc, un sensore sviluppato congiuntamente per monitorare il traffico di rete nei sistemi Mitsubishi dedicati all’automazione industriale.
Questi ambienti, basati su controllori logici programmabili, sono spesso incompatibili con i tradizionali software di cybersicurezza. “Abbiamo dimostrato di poter collaborare sia sul piano tecnico sia su quello commerciale, riuscendo anche a portare soluzioni congiunte sul mercato,” ha concluso Capdevielle.
Nozomi Networks: l’azienda nata a Varese da due dottorandi
Nozomi Networks nasce dieci anni fa a Varese dall’intuizione di Andrea Carcano e Moreno Carullo, due giovani ricercatori appassionati di cybersicurezza che hanno trasformato un’idea di dottorato in un’impresa globale.
L’ispirazione arriva proprio dal percorso accademico di Carcano all’Università dell’Insubria, dove, studiando le vulnerabilità delle infrastrutture critiche, comprende che le tecnologie esistenti non erano sufficienti a difendere centrali elettriche, metropolitane e aeroporti da attacchi informatici. Da quel lavoro nasce il prototipo di un software che diventerà il cuore di Nozomi.
Dopo un’esperienza professionale in Eni, Carcano decide di rischiare: lascia il posto sicuro, chiama Carullo e insieme avviano l’avventura imprenditoriale dalla casa dei genitori a Varese con un sogno preciso, portare la loro idea in Silicon Valley.
È da lì che Nozomi cresce, fino a diventare un unicorno della cybersicurezza industriale, con 300 dipendenti, oltre 12 brevetti e clienti in tutto il mondo.
Una “dual company” che conserva un’anima italiana, con ricerca e sviluppo realizzati soprattutto da ingegneri del nostro Paese, e un quartier generale a San Francisco. Una storia che dimostra come talento e visione possano trasformare una startup nata in provincia in un punto di riferimento mondiale.















