Mar Rosso, il taglio dei cavi sottomarini ha rallentato il cloud di Microsoft. Attacco mirato?

Il cloud Azure di Microsoft ha subìto dei rallentamenti dopo che alcuni cavi sottomarini nel Mar Rosso sono stati tranciati. Al vaglio, c’è l’ipotesi di un attacco mirato.

Malfunzionamenti per il cloud Azure di Microsoft

Dallo scorso sabato il cloud Azure di Microsoft ha palesato malfunzionamenti in diversi Paesi asiatici, dopo il danneggiamento di alcuni cavi sottomarini nel Mar Rosso. L’organizzazione NetBlocks, che monitora l’accesso a Internet, ha confermato che i tagli hanno interessato anche l’India e Pakistan.

La compagnia ha subito deviato il traffico su percorsi alternativi, notificando disservizi fino al completamento delle riparazioni. Tuttavia, il colosso con base a Redmond ci ha tenuto a precisare che, al di fuori dei traffici dell’Asia occidentale, Azure non ha subito compromissioni.

Quello dei cavi sottomarini è un settore strategico (trasportano più del 99% del traffico dati intercontinentale), nonché un mercato in grande espansione. Dalle stime più recenti, infatti, dovrebbe crescere fino a raggiungere un valore economico da 59,3 miliardi di dollari entro il 2032.

Un possibile attacco mirato

Il Mar Rosso costituisce il fulcro delle relazioni tra Asia ed Europa. Per questo, eventuali azioni belliche possono causare danni economici di grande portata.

Già l’anno scorso, in quella stessa area, diversi cavi furono tranciati, compromettendo il traffico tra Asia ed Europa. Secondo la Pakistan Telecommunication Company, i tagli più recenti sono avvenuti nei pressi della città saudita di Jeddah, con possibili ripercussioni sui servizi Internet durante le ore di punta.

Per l’Associated Press la responsabilità dell’azione potrebbe essere degli Houthi, con l’obiettivo di mettere pressione su Israele affinché interrompa le operazioni militari nella Striscia di Gaza. Il gruppo yemenita ha tuttavia negato di aver attaccato queste infrastrutture in passato.

L’importanza della sicurezza

Se da una parte queste infrastrutture possono essere oggetto di sabotaggi, dall’altra incidenti simili possono essere frutto semplicemente di negligenza. In molti casi, infatti, basta il lancio di un’ancora da una nave per colpirle. Le riparazioni possono richiedere settimane, poiché le navi e gli equipaggi di tecnici devono posizionarsi precisamente sopra il cavo danneggiato.

Viste le stime di crescita del settore, dovranno allora anche aumentare gli investimenti per il mantenimento della sua sicurezza. Ogni interruzione dei cavi sottomarini può causare blackout parziali, rallentamenti globali e conseguenze economiche pesanti. E’ perciò doveroso intervenire tempestivamente, quantomeno per limitare i danni.

Tra i nuovi sistemi implementati in materia, ci sono degli strumenti avanzati di monitoraggio e manutenzione predittiva, fondamentali per prevenire i guasti e gli attacchi.

Related Posts

Ultime news

Telus
Polonia Nucleare
Cybersolvo
AI McKinsey
Stryker
Salt Telco