La riforma di Crosetto per la Difesa: 10 milioni per la tecnologia sovrana e bonus di 9mila euro l’anno per i militari cyber

Cybersecurity Italia analizza il testo del disegno di legge “bollinato” dalla Ragioneria generale dello Stato. Ora verrà trasmesso alle Camere per l’esame parlamentare e una volta approvato definitivamente andrà in Gazzetta ufficiale e diventerà legge. Tra le novità: il Capo di Stato Maggiore della Difesa diventa l’autorità cyber del ministero; nasce il centro interforze di addestramento per il combattimento e per il contrasto alla minaccia ibrida; si istituisce il brevetto di specialista cyber militare con un’indennità annua di oltre 9mila euro e dal 2032 con incentivi di 5mila euro ogni 2 anni per chi aderisce alla ferma.

La cybersicurezza diventa un pilastro stabile della nostra difesa nazionale. 
È stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato il disegno di legge, approvato il 5 agosto scorso dal Consiglio dei ministri, con cui il ministro Guido Crosetto punta a rendere la Difesa più cyber – con la formazione di militari specializzati – e ad attribuire al suo ministero più poteri nel cyberspazio contro le minacce e le guerre ibride, ma senza toglierne nessuno all’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale (come noi stessi avevamo chiesto in questo editoriale).

Ora il testo del disegno di legge “disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale” verrà trasmesso alle Camere per l’esame parlamentare e una volta approvato definitivamente andrà in Gazzetta ufficiale e diventerà legge. 

Crosetto Cupola Digitale Nazionale

Disegno di legge per riformare l’ordinamento militare della Difesa, le novità

Ecco le novità, dal punto di vista di Cybersecurity Italia, contenute principalmente nell’articolo 7 del disegno di legge, che modifica il Codice dell’ordinamento militare (il cosiddetto COM), introducendo un quadro giuridico per la dimensione cyber:

  1. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa diventa l’autorità cyber del ministero ovvero il responsabile dell’organizzazione, della preparazione professionale, approntamento e impiego del personale cyber interforze.
  2.  Nasce, infatti, il centro interforze di addestramento per il combattimento e per il contrasto alla minaccia ibrida.
  3. Si istituisce la figura del personale militare specialista cyber per la cui qualifica è obbligatorio il conseguimento del brevetto di specialista cyber militare al termine di un determinato iter formativo: nel 2027 si prevedono 166 unità reclutate.
  4. E per evitare, che dopo questa formazione specialistica in cybersecurity a spese dello Stato, i militari preferiscano il settore privato, il ministro Crosetto ha pensato bene di inserire nel disegno di legge dei bonus economici anti-esodo: infatti per lo specialista cyber militare sarà prevista un’indennità annua di oltre 9mila euro.

Di seguito la tabella del ministero della Difesa che mostra i costi della proposta normativa per indennità: la proposta per essere valida dovrà ottenere l’ok dal Parlamento.

Infine, sempre sul versante degli incentivi economici per i futuri militari cyber, dal 2032 sono previsti incentivi di 5mila euro ogni 2 anni per chi aderisce alla ferma, per un massimo di 5 bienni.

Ovviamente, non sarà sufficiente formare per il cyberspazio solo i militari: allo stesso tempo è determinante poter contare su una propria ricerca scientifica e su una tecnologia militare sovrana, senza dipendenze da tecnologie di altri Paesi, che potrebbero poi rivelarsi ostili o nemici.

Fondo di 10 milioni di euro dal 2026 per tecnologie militari sovrane

Per questo motivo, il testo del disegno di legge, nell’articolo 12, bene fa a prevedere un Fondo di 10 milioni di euro da quest’anno per la ricerca tecnologica e lo sviluppo sperimentale di tecnologie militari. Infine, una rivoluzione è prevista anche per il procurement in ambito tecnologico: alla tradizionale modalità per l’acquisto di sistemi di armi complessi, si affianca una metodologia complementare per garantire risposte tempestive e coerenti con la velocità dell’innovazione tecnologica: in concreto, viene introdotto il modello di “fast prototyping” ossia un contratto di partenariato per l’innovazione con bandi di gara entro determinati limiti di importo e durata e altri meccanismi semplificati per non farsi sfuggire, come spesso avviene oggi, eccellenti tecnologie per la difesa e la cybersicurezza made in Italy o in Europe solo perché “i termini del bando non lo consentono”.

La burocrazia, così come i lock-tecnologici, è una delle vulnerabilità per la sicurezza e la cybersicurezza nazionale.

Osservazioni finali con una domanda: che fine ha fatto il DDL Minardo che prevede l’esercito cyber, partendo con 1.500 unità, tra civili e militari, operativi h24?

La riforma della Difesa italiana voluta dal ministro Guido Crosetto non terminerebbe con l’approvazione solo di questo disegno di legge, che presto inizierà l’iter in Parlamento.
L’altra idea di Crosetto è quella di creare “un’Arma Cyber Nazionale, con una componente iniziale civile e militare di circa 1500 unità, in grado di operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno“. Concretamente, l’istituzione di questo esercito cyber è contenuto nell’articolo 4 del Disegno di legge “modifiche al codice dell’ordinamento militare e altre disposizioni in materia di operazioni delle Forze armate in ambito cibernetico” che vede il Presidente della Commissione Difesa alla Camera Antonino Minardo come primo firmatario, ma questo testo è fermo nella medesima Commissione dal 29 ottobre 2025!


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Direttore responsabile, Giornalista

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