La sicurezza cibernetica non ha più confini ed è per questo che serve la collaborazione di tutti.
Serve sistema a zero copie
Quello che è accaduto non è stata una semplice violazione informatica di documenti. Parliamo di migliaia di passaporti, carte di identità e patenti scannerizzati in alta definizione e finiti nelle mani di un gruppo di cybercriminali.
Si tratta di un’organizzazione che è specializzata per la raccolta e vendita di pacchetti legati all’identità dei cittadini sul dark web. Con un’operazione simile si possono produrre documenti difficili da distinguere da quelli originali per aprire conti correnti bancari e commettere altre attività illecite.
Così si espongono i titolari a potenziali rischi. Tra queste, richieste di forme di denaro che mai vanno assecondate avvisando subito la Polizia Postale.
Il valore delle proposte
Gli albergatori, alla luce di queste possibili violazioni, devono mettere in pratica delle buone prassi per proteggere i documenti. Una delle proposte è quella di un sistema a zero copie. Un sistema che consente agli albergatori di acquisire il documento solo per il tempo necessario alla registrazione obbligatoria, conservarlo 24 ore prima di distruggerlo evitando quindi che venga archiviato.
Occorre anche fare molta formazione sull’uso dei dati digitali. Sulle segnalazioni sono al lavoro gli esperti della Postale. La Polizia Postale italiana ha un know how interno altissimo. In questo momento non c’è più perimetro territoriale.
La sicurezza cibernetica non ha più confini. Per questo, sono fondamentali il coordinamento investigativo e la collaborazione internazionale per uno scambio di informazioni in tempi rapidi. Un crimine come questo non ha una matrice nazionale richiede la collaborazione di tutti.
















