900 gli iscritti dell’iniziativa portata avanti, gratuitamente, dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale del Lazio il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Il progetto sarà esteso su scala nazionale. Nunzia Ciardi, Vice Direttore di ACN, a Cybersecurity Italia: “La cybersicurezza non è solo roba da specialisti. È una competenza di cittadinanza. E senza consapevolezza, qualsiasi difesa tecnologica è un muro costruito sulla sabbia“.
La formazione e la cultura cyber devono cominciare dai docenti e in questo senso la Regione Lazio ha fatto scuola.
“Educare alla cybersicurezza per ampliare le conoscenze: Percorsi di formazione in materia di cybersicurezza per Dirigenti scolastici e docenti degli Istituti di ogni ordine e grado della regione Lazio”. Questo il titolo del progetto formativo che ha coinvolto, nel corso dell’anno scolastico 2025/2026, oltre 900 docenti del Lazio. L’iniziativa è portata avanti, in modo gratuito, dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale del Lazio il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).
Il progetto sarà esteso su scala nazionale. I docenti dovranno seguire dei corsi gratuiti dedicati all’AI, all’informatica di base e alla cybersicurezza. Le lezioni, tenute da analisti e specialisti dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, prevedono un approccio pratico, “con esercitazioni, casi di studio e l’analisi di scenari reali“.
Ciardi (ACN): “Un insegnante consapevole non resta un caso isolato: diventa un moltiplicatore“

“Il problema spesso non è la tecnologia. O, almeno, non solo. È quello che non sappiamo.
Ogni attacco informatico andato a segno, ogni truffa online riuscita, ogni dato personale ceduto senza pensarci ha una causa comune: la mancanza di consapevolezza. Non servono hacker sofisticati quando basta un clic distratto.
È per questo che abbiamo scelto di partire dalla scuola — non per formare tecnici, ma per costruire coscienza”, ha spiegato a Cybersecurity Italia Nunzia Ciardi, Vice Direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. “Oltre novecento docenti del Lazio, nell’anno scolastico 2025/2026″, ha aggiunto, “stanno imparando a riconoscere i rischi del digitale e a trasferire questa capacità ai loro studenti. Ogni giorno, in ogni aula”.
“Un insegnante consapevole”, ci ha raccontato Ciardi, “non resta un caso isolato: diventa un moltiplicatore. Quello che impara arriva ai ragazzi, dai ragazzi alle famiglie, dalle famiglie alla comunità. È così che si costruisce una cultura della sicurezza digitale — non con un software, ma con le persone”. Questa è la visione del Vice Direttore di ACN.
“La cybersicurezza”, ha concluso Nunzia Ciardi, “non è solo roba da specialisti. È una competenza di cittadinanza. E senza consapevolezza, qualsiasi difesa tecnologica è un muro costruito sulla sabbia”.
Cosa si studia
La formazione ha una durata di 6 ore e verte su 3 moduli principali:
- Intelligenza Artificiale (AI). Fondamenti, machine learning, AI generativa e implicazioni etiche e sociali.
- Informatica di base. Architettura dei computer, programmazione, hardware, software e reti.
- Sicurezza informatica. Principi di sicurezza, minacce digitali (malware, phishing, ransomware) e strumenti di protezione.
“Rafforzare le competenze digitali del personale scolastico”
La formazione e la promozione della cultura della sicurezza cyber sono due dei fattori abilitanti previsti dalla Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026. Si punta così a realizzare gli obiettivi di protezione, risposta e sviluppo.
Si tratta di un primo passo di un percorso esteso. L’obiettivo è quello di “rafforzare le competenze digitali del personale scolastico e promuovere la resilienza cyber del sistema educativo italiano“.
Il ruolo dell’ACN
Attraverso questo progetto, l’ACN ha rafforzato il proprio ruolo nella costruzione di una cultura della sicurezza digitale diffusa e accessibile.
La direzione è quella di investire nella formazione del personale scolastico come leva strategica per promuovere consapevolezza, responsabilità e autonomia tecnologica. Un impegno concreto, per rendere “la scuola un presidio attivo nella difesa del cyberspazio e un punto di partenza per educare le nuove generazioni a un uso critico, sicuro e informato delle tecnologie digitali“.
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