Jaguar Land Rover: riapertura stabilimenti dopo l’attacco cyber fa crescere produzione manifatturiera in Uk

“La produzione manifatturiera britannica è in aumento per la prima volta in un anno“, sostenuta dall’automotive. Dopo l’attacco cyber di settembre, Jaguar e Land Rover (JLR) hanno infatti riaperto i loro stabilimenti.

Ad ottobre, per la prima volta in un anno, la produzione manifatturiera in Uk è aumentata grazie alla riapertura degli stabilimenti di Jaguar e Land Rover (JLR).

L’attacco informatico di fine agosto – il più grande incidenti cyber della storia britannica secondo alcuni analisti – ha causato danni miliardari, innestandosi all’interno di un settore già in calo. Tuttavia, il rilancio di JLR è stato un vettore positivo.

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Dall’indagine Pmi manifatturiera di S&P Global Uk, è emerso un valore di 49,7 a ottobre, in miglioramento rispetto al 46,2 di settembre. Qualsiasi valore superiore a 50 indica una crescita dell’attività, mentre qualsiasi valore inferiore indica una contrazione. L’industria automobilistica è stata il vero valore aggiunto dell’ultimo mese, visto soprattutto quanto accaduto in precedenza.

Come può variare il mercato britannico?

La graduale ripresa delle produzioni di JLR in tutti gli stabilimenti, compresi quelli di Solihull e Halewood, è avvenuta alla metà di ottobre, dopo la chiusura dovuta all’attacco hacker di fine agosto.

Rob Dobson, direttore di S&P Global Market Intelligence, ha commentato: “Tutto questo comporterà solo un picco temporaneo della produzione. L’indagine Pmi di ottobre ha mostrato che la produzione manifatturiera britannica è in aumento per la prima volta in un anno. Il che, di per sé, è positivo. Tuttavia, vi sono reali preoccupazioni che il rimbalzo possa rivelarsi di breve durata“.

Poi, ha aggiunto: “La debole domanda, sia dal mercato interno che da quello estero, ha fatto sì che la crescita della produzione di ottobre dipendesse da un fattore specifico. Vale a dire che le aziende avessero assorbito gli ordini arretrati effettuati nei mesi precedenti, consentendo l’accumulo di scorte invendute“.

Attacco Cyber

Perché colpire le catene del valore?

L’attacco cyber contro la multinazionale delle automobili è stato un esempio operativo di come gli hacker criminali agiscano, colpendo servizi di grande rilevanza economica.

Nel panorama geopolitico contemporaneo, gli attacchi alle catene del valore rappresentano infatti una delle minacce più insidiose alla sicurezza nazionale e internazionale. Questi attacchi, che prendono di mira la catena di approvvigionamento di prodotti e servizi, hanno rimodulato il concetto stesso di conflitto. Fondono infatti elementi di confronto militare tradizionale con sofisticate operazioni cyber.

Sui mercati automobilistici, come del resto in tutti i settori economici e finanziari, la globalizzazione delle catene di approvvigionamento ha creato una rete di interdipendenze estremamente complessa. Tanto da generare vulnerabilità sistemiche sfruttabili da attori malevoli.

Non si tratta più solo di compromissione di componenti software. Al contrario, i più recenti casi operativi dimostrano come anche le supply chain fisiche siano diventate obiettivi primari, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.

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