“L’operazione ha permesso di recuperare 97,4 milioni di dollari e di smantellare 11.432 infrastrutture dannose, sottolineando la portata globale della criminalità informatica”. Valdecy Urquiza (Segretario Generale INTERPOL): “Questa rete globale è più forte che mai, produce risultati concreti e tutela le vittime”. Emanuele Galtieri (CEO CY4GATE, ELT Group): “Il cybercrime prospera soprattutto nei contesti fragili, dove l’awareness è scarso. Occorre dare supporto alle periferie digitali degradate nel mondo”.
Colpo contro la criminalità informatica africana
Con l’Operazione Serengeti 2.0, sotto coordinamento dell’INTERPOL, diverse autorità dell’Africa hanno arrestato 1.209 criminali informatici che avevano preso di mira quasi 88.000 vittime.
“L’operazione“, si legge nel comunicato stampa, “ha permesso di recuperare 97,4 milioni di dollari e di smantellare 11.432 infrastrutture dannose“. Si conferma, così, aggiunge il pool investigativo, “la portata globale della criminalità informatica e l’urgente necessità di una cooperazione transfrontaliera“.
Le caratteristiche della maxi-operazione
Durata da giugno ad agosto 2025 l’azione, condotta nell’ambito dell’Operazione congiunta africana contro la criminalità informatica, ha riunito investigatori di 18 Paesi africani e del Regno Unito. Gli interventi avevano come obiettivo il contrasto dei crimini informatici ad alto impatto e altamente dannosi, tra cui ransomware, truffe online e compromissione delle e-mail aziendali (BEC).

Dai 25 centri di mining di criptovalute in Angola al sistema di frodi cyber nello Zambia che ha fruttato 300 milioni di dollari
Nel dettaglio, tra i vari casi, le autorità dell’Angola hanno smantellato 25 centri di mining di criptovalute. Lì, 60 cittadini cinesi stavano convalidando illegalmente transazioni blockchain per generare criptovalute. C’è poi stata l’identificazione di 45 centrali elettriche illegali, confiscate insieme ad attrezzature minerarie e informatiche, per un valore superiore a 37 milioni di dollari.
Le autorità dello Zambia hanno invece smantellato un sistema di frodi informatiche su larga scala, identificando 65.000 vittime che hanno perso circa 300 milioni di dollari. Sempre i vertici zambiani hanno individuato una base operativa per una presunta rete di traffico di esseri umani. Sono stati confiscati 372 passaporti falsi, provenienti da sette Paesi.
Molto diffuse anche le truffe ereditarie. Le forze dell’ordine della Costa d’Avorio hanno smantellato una truffa ereditaria transnazionale originaria della Germania. Con il pagamento delle commissioni, per rivendicare false eredità, le perdite stimate sarebbero state di 1,6 milioni di dollari.
Valdecy Urquiza (Segretario Generale INTERPOL): “Questa rete globale è più forte che mai, produce risultati concreti e tutela le vittime”
Prima delle varie fasi operative, gli investigatori hanno partecipato a una serie di incontri formativi sugli strumenti e le tecniche di intelligence open source, sulle indagini in tema di criptovalute e analisi dei ransomware. Questa formazione ha rafforzato le loro competenze e conoscenze, contribuendo direttamente all’efficacia delle indagini e al successo dell’Operazione.
Valdecy Urquiza (Segretario Generale dell’INTERPOL) ha così commentato i risultati: “Ogni azione coordinata dall’INTERPOL si basa su quella precedente. E lo fa approfondendo la cooperazione, aumentando la condivisione delle informazioni e sviluppando le capacità investigative in tutti i Paesi membri“.
Ha inoltre aggiunto: “Con un maggior numero di contributi e di competenze condivise, i risultati continuano a crescere in termini di portata e impatto. Questa rete globale è più forte che mai, produce risultati concreti e tutela le vittime”.
Emanuele Galtieri (CEO CY4GATE, ELT Group): “Il cybercrime prospera soprattutto nei contesti fragili, dove l’awareness è scarso”
Emanuele Galtieri, CEO di CY4GATE – società di ELT Group, ha analizzato per Cybersecurity Italia il valore di Serengeti 2.0 e la portata delle misure adottate.
“L’Operazione Serengeti 2.0 rappresenta un esempio concreto di come il contrasto alla criminalità digitale, se gestito in sinergia tra istituzioni a livello internazionale possa produrre risultati tangibili e duraturi“.
“I risultati significativi di questa operazione“, ha rimarcato il CEO, “devono però renderci sempre più consapevoli del significato più profondo sottostante l’operazione. Il cybercrime prospera soprattutto nei contesti fragili, dove l’awareness è scarso, le infrastrutture digitali sono deboli e le competenze insufficienti. È proprio in queste aree che occorre intervenire con determinazione, investendo in formazione, governance, tecnologia e capacità di risposta“.
“In CY4GATE”, ha concluso Emanuele Galtieri, “lavoriamo da anni al fianco di governi e istituzioni anche stranieri.L’obiettivo è quello di rafforzare la resilienza complessiva dei sistemi e ridurre il rischio che singole vulnerabilità possano trasformarsi in minacce globali. La cybersicurezza non può limitarsi a essere un obiettivo dei singoli. Deve inveceessere un percorso condiviso tra stakeholder e capace di abilitare solide partnership tra istituzioni e privati per generare virtuose sinergie che rendano la trasformazione digitale in atto sempre più sicura.”
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