Colpiti, probabilmente, tutti e trenta gli stabilimenti del gruppo nel Paese nipponico. L’attacco, comunicato lo scorso 29 settembre, ha causato la sospensione di ordini e spedizioni di Asahi in Giappone e l’assistenza ai clienti.
Industria della birra sotto attacco
In Giappone, il colosso della birra Asahi (che possiede anche Peroni) ha subìto un attacco cyber sistemico, su vasta scala, due giorni fa. Le produzioni non sono ancora ripartite.
Sebbene non sia stata segnalata “alcuna fuga di informazioni personali o dati dei clienti verso soggetti esterni“, i disservizi sono stati comunque notevoli. L’attacco informatico – che nessuno ha ancora rivendicato – ha infatti colpito la logistica interna del gruppo. In particolare, c’è stata la sospensione delle:
・operazioni di ordinazione e spedizione presso le società del gruppo in Giappone.
・Operazioni del call center, compresi i servizi di assistenza clienti.
Impossibile stabilire delle tempistiche
Un portavoce di Asahi ha spiegato che l’azienda resta difficile prevedere quando le attività potranno ricominciare. Per altro, tra le indagini in corso, continuano gli accertamenti per capire se tutti i trenta impianti in Giappone siano bloccati.
Per questo, sebbene gli effetti dei danni siano rimasti circoscritti ‘soltanto’ al Paese asiatico, Asahi si è scusata “per gli eventuali disagi” verso i clienti e tutti i soggetti dell’indotto. In questi casi infatti non ci sono soltanto danni economici ma anche reputazionali e di immagine.
Perché le multinazionali sono vulnerabili?
Nel panorama geopolitico contemporaneo, il ‘caso Asahi‘ è soltanto l’ultimo che ha visto protagonista una multinazionale.
Gli attacchi alle catene del valore rappresentano una delle minacce più insidiose alla sicurezza nazionale e internazionale. Questi attacchi, che prendono di mira la catena di approvvigionamento di prodotti e servizi, hanno rimodulato il concetto stesso di conflitto. Fondono infatti elementi di confronto militare tradizionale con sofisticate operazioni cyber.
Sui mercati, come del resto in tutti i settori economici e finanziari, la globalizzazione delle catene di approvvigionamento ha creato una rete di interdipendenze estremamente complessa. Tanto da generare vulnerabilità sistemiche sfruttabili da attori malevoli.
Non si tratta più solo di compromissione di componenti software. Al contrario, i più recenti casi operativi dimostrano come anche le supply chain fisiche siano diventate obiettivi primari, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.
















