G20, la Germania ha paura di attacchi informatici

L’autorità nazionale BSI ha spiegato di aver preparato un team che lavorerà 24 giorni su 24, 7 ore su 7, come nel caso di un attacco fisico

Quale migliore occasione per generare il caos e rubare informazioni fondamentali se non durante il G20? La Germania, che ospiterà il meeting di Amburgo la settimana prossima, lo sa e per questo ha messo in campo un vero e proprio esercito per contrastare il nemico invisibile. Arne Schoenbohm, presidente del Federal Office for Information Security tedesco (BSI) ha spiegato di aver costituito una squadra che lavorerà 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per rispondere ai possibili cyberattacchi che il governo si attende nei prossimi giorni. Lo farà con una modalità simile a quella attuata durante eventi fisici, quando ci sono da contrastare atti violenti concreti. “Ci stiamo preparando intensivamente per ogni forma di protesta – ha detto il presidente – in quanto agenzia di sicurezza cyber, siamo concentrati sulle mosse dei gruppi digitali, compresi Anonymous e Lulzsec, che potrebbero aver pianificato azioni atte a disturbare il meeting del G20”.

Cosa succede

Schoenbohm, nonostante i timori, non ha prove su attentati cibernetici nei confronti dei paesi che prenderanno parte alla riunione di Amburgo ma sappiamo bene che la sicurezza informatica si basa principalmente sulla prevenzione che, se attivata prontamente, può essere molto più utile di una risposta difensiva seppur immediata. Il reparto digitale in forza all’esercito tedesco conta su dozzine di esperti che staranno in guardia sulle vie della rete; al fianco di questi circa 20.000 poliziotti con cani, cavalli ed elicotteri pronti a supportare il controllo di un territorio che, mai come negli ultimi mesi, è teatro di analisi terroristica senza pari. Il G20 rappresenterà una sorta di test definitivo per capire cosa possano fare davvero gli stati a difesa del cyberspazio. “Non serve più monitorare centinaia o migliaia di chilometri. Sul web bastano pochi minuti di programmazione ed è tutto più veloce di quanto si pensi. Molto di più del mondo reale” – ha concluso il capo del BSI.

Fonte: datamanager.it