Europol: “Regole più snelle per la Polizia che usa l’AI contro il cybercrime”. Come per il Chat Control

I criminali stanno vivendo “il momento migliore della loro vita” grazie al “loro uso malizioso dell’AI”, ha dichiarato il vicedirettore esecutivo dell’Europol, Jürgen Ebner, a Politico. Tuttavia, le autorità di Polizia dell’UE sono ostacolate dai controlli legali quando cercano di utilizzare a loro volta la nuova tecnologia per contrastarli.

L’Europol vorrebbe accelerare l’impiego dell’AI per contrastare il crimine ma non mancano i dubbi, soprattutto di carattere “legale“. Lo ha spiegato il vicedirettore esecutivo dell’Agenzia Jürgen Ebner a Politico, sottolineando come i criminali stiano vivendo “il momento migliore della loro vita” grazie al “loro uso malizioso dell’AI”.

Dall’altro lato, le pubbliche autorità – che vorrebbero aumentare l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle indagini e in risposta al crimine – si ritrovano spesso a dover sottostare a notevoli limitazioni. Le Forze di Polizia, per esempio, devono infatti effettuare valutazioni in materia di protezione dei dati e diritti fondamentali, ai sensi del diritto dell’Unione Europea.

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Queste procedure possono ritardare l’impiego dell’AI fino a otto mesi. “Accelerare il processo“, ha detto Ebner, “potrebbe fare la differenza in situazioni urgenti in cui vi è una minaccia alla vita“.

Tra investimenti AI e privacy

Negli ultimi anni, l’Europol ha sviluppato le proprie capacità tecnologiche, diversificando gli investimenti in diversi comparti. Si passa dall’elaborazione di big data alla decifratura delle comunicazioni tra criminali. Per le autorità è fondamentale adeguarsi ai nuovi standard degli illeciti cibernetici, affinché possano rispondere in tempi rapidi e alla pari.

Tuttavia addetti ai lavori, esperti, attivisti per la privacy e i diritti umani hanno a più riprese espresso dubbi e riserve. L’allargamento dei confini del controllo è una prospettiva molto delicata. L’impiego di un’AI illimitata da parte delle forze di polizia, poi, è oggetto costante di preoccupazione.

Il dibattito Chat Control 2.0, la proposta di Regolamento 2022/0155 (COD) per migliorare il contrasto degli abusi online sui minori, è stato l’esempio perfetto di quanto il tema sia rilevante.

Come rafforzare l’Europol?

Nel frattempo, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’intenzione di aumentare le assunzioni in Europol. L’obiettivo è quello di trasformarla in un centro di eccellenza, “capace di affrontare gruppi criminali che si muovono tra il mondo fisico e quello digitale”.

Recentemente, sempre secondo Politico, la Commissione ha effettuato una proposta legislativa per rafforzare il mandato di Europol nel secondo trimestre del 2026. L’efficienza e il rafforzamento dell’Agenzia passano dal fatto che diventi più agile e tecnologicamente avanzata.

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Jürgen Ebner (vicedirettore esecutivo Europol): “Nessuna scorciatoia sui diritti fondamentali

Durante un incontro a Malta che ha riunito esperti di protezione dei dati delle Forze di Polizia europee, Ebner, ha sottolineato la necessità di ridurre le tempistiche degli interventi.

Dal suo suo punto di vista, è fondamentale introdurre una procedura accelerata per consentire alle forze dell’ordine di utilizzare piattaforme AI in situazioni di “emergenza”. Il tutto, senza dover affrontare lunghe procedure di conformità.

Ebner ha comunque chiarito che la proposta di una procedura rapida non intende aggirare le regole più stringenti dell’AI Act. Nello specifico, quelle che vietano la profilazione automatizzata o il riconoscimento facciale in tempo reale.

Secondo la normativa europea, infatti, l’uso del riconoscimento facciale negli spazi pubblici è generalmente vietato. I singoli Stati membri possono tuttavia concedere deroghe per indagini su crimini particolarmente gravi.

Sicurezza e diritti, un equilibrio sempre difficile

Nella misura in cui l’AI, sta trasformando costantemente la vita quotidiana e la criminalità l’Unione Europea si trova di fronte a una sfida cruciale.

La sfida è quella di sfruttare al meglio il potenziale dell’intelligenza artificiale per proteggere i cittadini e migliorare la risposta agli illeciti, ma senza compromettere la privacy e le libertà fondamentali. Il modo in cui Bruxelles riuscirà a bilanciare innovazione e diritti potrebbe diventare un modello globale per l’uso responsabile dell’AI nelle forze di polizia.

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