DdL Minardo, stop da Palazzo Chigi e dal Quirinale?

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, per il momento il Disegno di Legge ispirato dalla Difesa non passa.

Stop al DdL Minardo

Il DdL Minardo per la creazione di “una forza armata cyber” alle dipendenze della Difesa rischia per il momento di restare solo una idea, complice l’opposizione di Palazzo Chigi. Un’opposizione non solo tecnica, ma soprattutto politica, visto l’evidente riassetto dei poteri.

Addirittura secondo alcune fonti vicino al Presidente del Consiglio, “nessuno ne ha parlato prima con Giorgia Meloni”, che per questo avrebbe mal tollerato il progetto.

Il dibattito sulla revisione delle competenze in materia ha poi esacerbato alcune differenti visioni già presenti nel Governo. Il Giornale d’Italia ha scritto di uno “scontro ai vertici del Governo tra il Ministro Guido Crosetto e il Sottosegretario Alfredo Mantovano. Uno scontro già raccontato in parte dalla stampa e che si articola intorno al DdL del Presidente della Commissione Difesa Antonino Minardo“.

I dubbi del Qurinale

Secondo l’Espresso, inoltre, dubbi e pressioni sarebbero arrivati anche dalla Presidenza della Repubblica, nella misura in cui “il Quirinale ha manifestato una forte perplessità“.

Figure vicine a Sergio Mattarella hanno ribadito un preciso monito. Dal loro punto di vista, infatti, “un accentramento così spinto delle competenze cyber in ambito militare rischierebbe di creare uno squilibrio tra poteri civili e apparati della Difesa“.

A maggior ragione, perché un riassestamento simile dei poteri avviene “in un momento storico in cui la cybersicurezza è questione di interesse trasversale e nazionale, non militare“.

I principali cambiamenti previsti

Nel dettaglio, il DdL prevede di ampliare le competenze della Difesa in ambito cibernetico, anche in tempo di ‘pace’, riconoscendo il cyberspazio come “un ambiente operativo a sé stante“. Si andrebbe così a costituire “una struttura ad hoc con un vertice autonomo che risponderebbe solo al Comandante di Stato Maggiore“.

Affinché le azioni di risposta possano essere tempestive, si è proposta la creazione di alcune unità specializzate. E insieme, “l’avvio di corsi di formazione per i militari e l’apertura al contributo di esperti esterni altamente qualificati, garantendo però il coordinamento istituzionale“.

Ai sensi dell’articolo 4 del DdL Minardo il personale delle Forze Armate, quando conduce operazioni nel dominio cyber che richiedono specifiche competenze tecniche, avrà una nuova facoltà. Potrà infatti “avvalersi del supporto di soggetti, persone fisiche o giuridiche, specializzati nel settore“.

Si ricercheranno quindi dei professionisti con delle competenze avanzate “in materia di sicurezza informatica, crittografia e analisi delle reti“. La collaborazione tra civili e militari porterebbe alla formazione di unità specializzate, pronte a reagire e a contrastare i cyber criminali. L’assunzione di esperti esterni rappresenta un’assoluta novità.

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