Dal Ministero degli Esteri nordcoreano però rispondono definendo l’accusa “nient’altro che un’assurda calunnia volta a infangare l’immagine del nostro Paese”.
Il confronto politico e diplomatico tra gli Usa e la Corea del Nord torna al centro delle cronache, con un nuovo attacco da parte di Washington. “Pyongyang è una minaccia informatica“, ha ribadito la Casa Bianca.
Immediata la risposta del Paese asiatico, il cui Ministero degli Esteri oltre a respingere le accuse, ha definito queste parole “una montatura volta a giustificare la politica ostile perseguita da tempo“.
Un portavoce dello stesso Ministero ha affermato che gli Usa stanno diffondendo informazioni false per scopi politici. E le ha descritte come “nient’altro che un’assurda calunnia volta a infangare l’immagine del nostro Paese“.
La risposta alle accuse
Secondo la Reuters, lo stesso portavoce nordcoreano ha detto: “Adotteremo attivamente tutte le misure necessarie per difendere gli interessi dello Stato. Proteggeremo i diritti e gli interessi dei nostri cittadini nel cyberspazio“.
I funzionari statunitensi hanno ripetutamente accusato gruppi cyber operanti in Corea del Nord di attività informatiche con il sostegno degli apparati governativi. Oltre agli attacchi hacker criminali, si registrano furti di criptovalute e reti di lavoratori informatici all’estero, tutte attività usate per accrescere il reddito nazionale.
Operazioni di questo tipo servono non solo per studiare il sistema produttivo americano, ma anche a generare profitti da trasferire per aggirare le sanzioni internazionali. La Corea del Nord riuscirebbe così a finanziare lo sviluppo di missili e il programma nucleare.
Le nuove sanzioni degli Usa
A marzo, il Tesoro degli Usa ha sanzionato sei persone e due entità legate alle operazioni dei lavoratori IT nordcoreani. In questo modo hanno affermato il loro contribuito a incanalare proventi illeciti attraverso le risorse digitali. Le autorità statunitensi hanno sottolineato che tali attività siano ancora in corso.
Anche il Dipartimento del Tesoro e il Dipartimento di Stato hanno imposto a luglio una serie di sanzioni nei confronti di operatori informatici nordcoreani e di facilitatori stranieri.
La motivazione formale è la necessità di colpire una serie di pratiche ormai rodate. Tra questo, proprio l’invio di migliaia di tecnici informatici all’estero e il ricorso ai furti informatici.
Anche il Dipartimento di Giustizia e l’FBI hanno avvertito che i gruppi informatici nordcoreani rappresentano una minaccia costante. Non solo per gli Usa ma “per i Governi, le imprese e le infrastrutture critiche di tutto il mondo“.
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