Cybersecurity, nel 2025 il mercato arriverà a 205 miliardi di dollari

Saranno soprattutto le imprese e le banche a far crescere l’industria della cybersicurezza in tutto il mondo, facendo lievitare la domanda di servizi e prodotti per la sicurezza informatica a tutto tondo.

Solo nel primo semestre di quest’anno, gli attacchi informatici sono aumentati di oltre l’8% a livello globale.

L’anno scorso l’intero settore delle tecnologie per la cybersecurity ha raggiunto il valore approssimativo di 76,4 miliardi di dollari, ma secondo il Rapport “Cyber Security Market: Global Industry Analysis and Forecast 2017-2025, di Persistence Market Research (PMR), nel 2025 tale mercato crescerà ad un tasso annuo (Carg) del 12% per toccare i 205,8 miliardi di dollari.

A spingere in alto il settore della cybersicurezza saranno soprattutto le nuove piattaforma di servizi cloud a livello industriale e aziendale, per i backup, l’email service, l’Erp (Enterprise resource planning), il Crm (Customer relationship management) e i servizi di collaboration.

Solo il Nord America vedrà nel 2025 potrebbe rappresentare un mercato di tecnologie per la cybersecurity superiore ai 67 miliardi di dollari, un terzo del totale.

Nell’ultimo anno, più del 50% delle organizzazioni nel mondo, secondo l’ultimo Rapporto Clusit, ha subito almeno un cyber attacco di una certa gravità.

Sono aumentati del 126% gli attacchi di cyber spionaggio, del 23% alle infrastrutture critiche, del 12% alle banche e altri Istituti finanziari e del 253% quelli definiti “Multiple targets”, cioè compiuti da uno stesso attaccante e portati avanti in parallelo contro numerosi obiettivi di varia natura.

Se le motivazioni sono sempre le stese (estorcere denaro, causare un danno economico e di mercato, sottrarre informazioni sensibili e strategiche, le cause invece sono da rinvenire nella solita sottostima dei rischi e nei mancati investimenti in soluzioni di cybersecurity.

A questi elementi chiave va aggiunto un più ampio panorama di attività su cui i cyber criminali possono lavorare, frutto di una trasformazione digitale dell’esistente che certamente accrescere la “superficie esposta agli attacchi” della nostra società, dei mercati, delle infrastrutture: la rapida diffusione di smart working, che si avvale di strumenti quali mobile, cloud e social, spesso utilizzati in maniera indiscriminata mescolando profili personali e lavorativi, e dell’Internet of Things, con apparecchiature per lo più prive delle più elementari misure di sicurezza, costituiscono punti di accesso sempre più immediati verso i sistemi informativi delle organizzazioni.

Da evidenziare che ciò avviene oggi anche in contesti produttivi, quali l’Industry 4.0, e per applicazioni critiche come ehealth e smartcity.

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