Per Cyber Capacity Building si intende l’insieme di attività volte a sviluppare le capacità tecniche, normative, istituzionali e umane per prevenire, rilevare e contrastare le minacce informatiche perseguite tramite il potenziamento delle competenze, risorse, strutture e strategie necessarie per migliorare la postura di cyber sicurezza di un’organizzazione, di una comunità o di uno Stato. I vantaggi raccontati da Emanuele Galtieri, CEO di CY4GATE, impegnata anche in questa missione dal 2017: “In questo modo non solo si protegge la comunità nazionale ma, considerata la natura globale e senza confini della minaccia cyber, si genera un processo virtuoso di supporto alle “periferie digitali degradate”, ovvero quelle aree del mondo non ancora raggiunte da adeguato livello di alfabetizzazione sul tema e quindi organizzazioni e Stati particolarmente vulnerabili, da cui possono partire più agevolmente attacchi anche verso nazioni più resilienti e attrezzate alla gestione della cyber warfare”.
Come rafforzare la cyber resilienza dell’Italia, dei Paesi alleati e in generale a livello internazionale in un contesto geopolitico globale in cui si moltiplicano gli episodi di cyber warfare?
È il tema in cima all’agenda della NATO e di tutti i governi alle prese, oggi, con guerre ibride ove i confini geografici si fanno sempre più labili e ci si confronta con un nemico spesso impalpabile e non agevolmente identificabile. Nessun Paese può sentirsi completamente al sicuro. Si tratta di un fenomeno trans nazionale e come tale va affrontato: si richiede un approccio olistico, nella consapevolezza che un singolo Stato da solo poco può di fronte ad una cyber war sempre più invasiva e non contenibile nei ristretti confini fisici di una specifica area geografica.
Se questo è vero, significa che la sicurezza italiana ed europea dipende necessariamente anche dal livello di resilienza informatica espresso dai Paesi in via di sviluppo tecnologico, perché tutto è connesso e interdipendente.
Ed è proprio qui che si innesta la cyber capacity building, un approccio oggi molto rilevante al tema dell’irrobustimento della postura cyber complessiva, che rappresenta anche una leva strategica fondamentale per accrescere il ruolo dell’Italia nella diplomazia internazionale.
Che cos’è il Cyber Capacity Building secondo Cy4Gate?
Il Cyber Capacity Building è un’attività destinata a quei Paesi che oggi sono ancora poco consapevoli sul tema della sicurezza informatica e quindi privi delle più semplici informazioni, infrastrutture, tecnologie e governance a tutela della relativa minaccia. I progetti di Cyber Capacity Building sono pensati per assicurare un approccio di costruzione delle difese cibernetiche a 360°, partendo dai programmi di formazione fino al trasferimento di know-how, capacità di governance e di sviluppo di infrastrutture digitali resilienti nei Paesi in via di sviluppo e a bassa penetrazione tecnologica.
A raccontare a Cybersecurity Italia i vantaggi del Capacity Building è stato Emanuele Galtieri, CEO di CY4GATE – società di ELT Group, che coniuga tecnologie di frontiera, intelligenza artificiale e competenze verticali in cybersicurezza ed è impegnata anche in
iniziative di supporto ai Paesi che si trovano ancora in una fase di “fanciullezza digitale e cyber” dal 2017 e con risultati di successo.
“Questi Stati”, ha spiegato Galtieri, “sono spesso caratterizzati da un livello di consapevolezza, governance, competenze e innovazione tecnologica inferiore rispetto a buona parte della comunità internazionale occidentale. Sono quei luoghi in cui si annidano sacche di criminalità digitale da cui si dipana la minaccia cibernetica anche verso comunità ciberneticamente più evolute. Supportare questi Paesi nel perseguimento più rapido ed efficace di una digitalizzazione sicura”, ha aggiunto, “non è solo un atto di solidarietà, ma anche un investimento nel rafforzamento della sicurezza collettiva. E noi come Cy4Gate abbiamo implementato nel tempo alcune progettualità dedicate che sono state gradualmente impiantate presso le istituzioni dei paesi coinvolti”.
È in questo contesto che CY4GATE ha moltiplicato le sue collaborazioni con l’estero all’insegna del Capacity Building e con il supporto necessario e proficuo delle istituzioni nazionali. Ne menzioniamo alcune:
• nel 2017 e 2018, l’Azienda ha realizzato un progetto con un paese dell’Asia centrale per fornire un laboratorio digitale avanzato e creare in loco le competenze per utilizzarlo. Questo progetto ha rafforzato la resilienza delle infrastrutture critiche di quel paese, contribuendo alla loro sicurezza delle infrastrutture critiche locali.
• Successivamente in Asia occidentale, è stato attivato un master in cyber science e formazione executive, con l’obiettivo di trasferire competenze pratiche per la gestione della cybersecurity di nuovi impianti industriali, formando risorse in grado di operare come blue team.
• Infine, sempre in Asia occidentale, è stata condotta un’iniziativa congiunta con il Ministero dell’Interno di un Paese, per la realizzazione di una piattaforma on line in grado di contrastare il finanziamento on line al terrorismo attraverso il traffico di opere d’arte rubate.
• Oggi sono in corso di avvio attività analoghe su alcuni Paesi dell’Africa per la costituzione e avvio di Security Operation Center (SOC) a favore di istituzioni e aziende.
L’esperienza che viene dalle menzionate collaborazioni, aggiunge Emanuele Galtieri “fa del Cyber Capacity Bulding anche un potente strumento per consolidare sotto il profilo diplomatico la posizione internazionale dell’Italia. Siamo nel campo della “cyber diplomacy”, insieme di attività e progettualità con cui uno Stato offre il supporto del proprio sistema Paese per il miglioramento della cyber resilienza di nazioni con le quali sono in essere o in fase di implementazione relazioni diplomatiche reciprocamente vantaggiose (si pensi, ad esempio, al Piano Mattei)”.

















