Copasir: supercalcolo, AI, underwater e cyber la nuova misura della potenza militare

La relazione del Comitato per la Sicurezza della Repubblica individua due priorità: garantire la sovranità nazionale all’interno delle alleanze industriali tra Stati e adeguare il sistema amministrativo alle nuove esigenze produttive.

La capacità militare di un Paese non si misura più soltanto attraverso il numero di soldati, mezzi terrestri, navi o sistemi missilistici. Supercalcolo, infrastrutture cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza sono diventati elementi decisivi per valutare la forza tecnologica e l’autonomia strategica degli Stati.

È uno dei principali elementi emersi dall’approfondimento del Copasir sulle prospettive dell’industria italiana della difesa, condotto attraverso le audizioni dei vertici di Leonardo, Fincantieri, MBDA Italia, Rheinmetall Italia e AIAD. Il ciclo è proseguito nel 2026 con l’audizione del Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Antonio Portolano, e con ulteriori incontri ancora da calendarizzare.

Copasir: supercalcolo e cloud diventano asset strategici

Nel corso dell’audizione dell’amministratore delegato pro tempore di Leonardo, Roberto Cingolani, il Comitato ha approfondito l’impatto delle nuove capacità di calcolo, previsione e intercettazione sui sistemi di difesa convenzionali. Secondo quanto riportato nella relazione, la capacità militare deve essere valutata considerando anche la potenza di calcolo e di storage disponibile. La cybersicurezza viene quindi indicata come una nuova dimensione della difesa, necessaria per collegare in modo sicuro i diversi domini operativi: aereo, terrestre, navale e spaziale.

L’interoperabilità tra questi ambiti richiede infrastrutture cyber-sicure, elevate capacità computazionali e tecnologie avanzate per la cifratura dei dati, comprese quelle di tipo quantistico. L’integrazione rapida e protetta tra dati e AI diventa così uno degli elementi centrali della nuova industria militare multidominio.

Fincantieri punta su underwater, droni ed export

Nel comparto navale, l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha illustrato le attività del gruppo nei settori crocieristico, offshore, underwater e nella costruzione di unità militari complesse.

La relazione richiama il ruolo di Orizzonte Sistemi Navali, la joint venture con Leonardo dedicata all’integrazione dei sistemi d’arma e di combattimento sulle navi costruite da Fincantieri. L’obiettivo è migliorare il servizio alla Marina militare, ridurre i tempi di consegna, integrare nuovi prodotti, compresi i droni, e rafforzare le capacità di esportazione.

Il Copasir cita anche il programma European Patrol Corvette sviluppato con la francese Naval Group e la partnership con ThyssenKrupp Marine Systems per i sommergibili della Marina, con un progetto di progressiva “italianizzazione” delle tecnologie.

Un altro fronte strategico riguarda la dimensione subacquea. Fincantieri lavora allo sviluppo di soluzioni per proteggere infrastrutture critiche come cavidotti, cavi di telecomunicazione e impianti sottomarini collegati ai settori del petrolio e del gas. 

MBDA, produzione in crescita ma supply chain sotto pressione

L’audizione dell’amministratore delegato pro tempore di MBDA Italia, Lorenzo Mariani, si è concentrata sulla struttura industriale e societaria del gruppo missilistico partecipato da Airbus, BAE Systems e Leonardo.

La relazione richiama la forte interdipendenza tra i siti produttivi europei e la necessità di proteggere le informazioni contenute nei database attraverso un rafforzamento delle misure di cyber protection.

Il principale problema riguarda però la capacità produttiva della filiera. Le tensioni internazionali hanno determinato un rapido aumento della domanda, che non sempre può essere sostenuto dalle piccole imprese fornitrici. La supply chain nazionale è quindi sottoposta a una pressione crescente, con il rischio di rallentamenti nella produzione e nelle consegne.

Rheinmetall e la difesa anti-drone

Nel corso dell’audizione dell’amministratore delegato di Rheinmetall Italia, Alessandro Ercolani, è stato approfondito il ruolo della società nella produzione di sistemi di difesa a corto raggio.

Secondo quanto riferito al Copasir, la divisione italiana del gruppo tedesco sarebbe leader mondiale nel comparto e disporrebbe di un sistema indicato come l’unico in ambito NATO capace di contrastare efficacemente i droni attraverso una tecnologia meno costosa rispetto alle soluzioni missilistiche.

L’impiego di droni, satelliti, robotica e AI sta modificando anche la struttura competitiva del settore. Le imprese europee hanno recuperato terreno sui mercati finanziari, ma restano caratterizzate da fatturati relativamente contenuti e da risorse non sempre sufficienti per sostenere gli investimenti richiesti dalle nuove tecnologie militari.

Titanio, litio e acciaio: il nodo delle materie prime

L’aumento degli ordinativi sta producendo conseguenze anche sul mercato delle materie prime. Il presidente dell’AIAD, Giuseppe Cossiga, ha segnalato crescenti difficoltà nell’approvvigionamento di titanio e litio, ma anche di acciaio, esplosivi di base e polveri propellenti.

Il Copasir individua due priorità: garantire la sovranità nazionale all’interno delle alleanze industriali tra Stati e adeguare il sistema amministrativo alle nuove esigenze produttive. La crescita della domanda, infatti, non richiede soltanto maggiori investimenti, ma anche procedure più rapide, continuità degli approvvigionamenti e una migliore capacità di coordinamento tra istituzioni e aziende.

La relazione infine affronta anche le conseguenze dell’aumento della spesa per la difesa deciso in ambito NATO. L’incremento degli investimenti può rappresentare un’opportunità per l’industria italiana, ma soltanto se la capacità produttiva nazionale ed europea riuscirà ad adeguarsi alla nuova domanda. In caso contrario, una parte significativa delle risorse potrebbe tradursi in un maggiore ricorso alle importazioni.

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