Concerto di Ultimo a Roma, chiuso un sito per la rivendita dei biglietti. La Guardia di Finanza: “Una truffa per rubare i dati bancari”

La Guardia di Finanza di Roma ha oscurato un sito che vendeva biglietti per il concerto di Ultimo a Tor Vergata, seppure fossero esauriti da più di un anno. Si indaga per truffa aggravata.

C’è grande attesa a Roma per il concerto di Ultimo del 4 luglio, evento simbolo del tour “La favola per sempre“, con oltre 250mila spettatori e biglietti esauriti da oltre un anno. Eppure su Internet era comparso un sito dove era possibile comprare ancora i tagliandi, come se vi fossero ancora posti disponibili.

Si trattava di una grande truffa informatica, spiega il Corriere della Sera. L’obiettivo era quello di “rubare i dati dei clienti impossessandosi di quelli bancari e delle carte di credito per commettere altre frodi“.

L’ha scoperto la Guardia di Finanza del Comando provinciale di Roma, con il coordinamento della Procura. Con gli estremi della “truffa aggravata“, si è perciò reso necessario un decreto di sequestro preventivo della pagina online, disposto dal GIP, con il conseguente oscuramento del portale. “Il provvedimento riguarda tutti i provider italiani che hanno rimbalzato la pagina Internet“.

Truffatori forse operativi dall’estero

Dalle indagini, frutto dell’attività di monitoraggio e analisi della rete Internet condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, è emerso che i criminali non avrebbero operato dall’Italia.

I truffatori, forse dall’estero, sfruttavano il concerto “per appropriarsi di identità elettroniche dopo che i malcapitati si registravano sul sito per comprare biglietti inesistenti“.

Il provvedimento di oscuramento del sito “clone” ha disposto: “Le risultanze investigative acquisite hanno consentito di interessare immediatamente l’autorità giudiziaria. La quale, per interrompere la prosecuzione delle condotte illecite e tutelare gli avventori, ha disposto il tale misura mediante notifica dell’inibizione all’accesso a tutti gli Internet Service Provider italiani“.

Queste truffe rientrano in un piano preciso

Sempre secondo il Corriere, le autorità hanno disposto “un piano di prevenzione e repressione dei delitti contro il patrimonio“. All’interno di questo è possibile inquadrare simili fattispecie illecite.

A strutturare queste truffe, infatti, sono spesso “hacker criminali specializzati nella creazione di siti cloni progettati, unicamente, per frodare gli utenti“. Truffe di questa tipologia, in particolare, fanno leva sulla convinzione degli stessi utenti di “navigare in un ambiente sicuro per acquistare biglietti per noti eventi pubblici“.

La struttura di queste truffe punta a creare dei siti senza differenze, a prima vista, da quelli ufficiali. In altri casi si accede a questi portali per via secondaria. Il rischio ulteriore, allora, è che gli utenti li visitino inconsapevolmente, esponendosi maggiormente alle potenziali minacce cibernetiche.

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