Chat Control 2.0, cosa cambia dopo il veto della Germania?

La pressione dei garanti europei della privacy e soprattutto il veto di Berlino hanno costretto l’Unione Europea a rivedere le norme.

Il veto della Germania e la pressione dei garanti europei della privacy hanno portato alla modifica di Chat Control 2.0, la proposta di Regolamento 2022/0155 (COD). Per migliorare il contrasto degli abusi online sui minori, la Commissione Europea ha infatti proposto di controllare preventivamente i contenuti delle applicazioni di messaggistica.

I vettori delle indagini e delle eventuali rimozioni sono però algoritmi e AI, da applicare direttamente sui dispositivi degli utenti prima della cifratura dei messaggi. WhatsApp, Telegram, Signal, Gmail, Facebook Messenger sarebbero tutte state soggette ad un controllo preventivo.

L’Italia, la Svezia e la Lettonia all’inizio erano favorevoli, salvo poi divenire indecisi. La Germania e il Belgio, invece, hanno assunto una posizione ‘indecisa’, rispetto all’iniziale contrarietà. Berlino, poi, ha scelto di rispondere negativamente in sede di votazione.

Chat Control 2.0, cosa cambia dopo il veto tedesco?

Non essendo arrivata una maggioranza qualificata (che nel Consiglio è del 55% degli Stati membri per almeno il 65% della popolazione UE) si è aperta la possibilità per una modifica del testo.

Da qui, la presentazione, da parte dei rappresentanti dei 27 Stati membri presso il Consiglio UE, di un nuovo testo. Il principio cardine è divenuto che il controllo dell’AI e l’azione delle forze di polizia scatteranno solo a fronte di un “rischio specifico, documentato e verificabile”. I dati sarebbero trattenuti dunque per meno tempo e gli utenti avranno più tempo per impugnare le decisioni dei giudici.

Chat 2

Le piattaforme web non dovrebbero scansionare tutte le conversazioni, ma solo quelle esplicitamente richieste dalle autorità nazionali. L’ultima parola spetterebbe poi ad un giudice e non più alle autorità amministrative. Nella precedente proposta, invece, ai sensi dell’articolo 27 alle autorità nazionali erano riconosciuti dei “Poteri di indagine” nei confronti “dei servizi della società dell’informazione“.

Inoltre, la nuova bozza ha apportato un ulteriore chiarimento. Vale a dire che gli eventuali strumenti di analisi delle chat non possono compromettere il sistema di crittografia dei messaggi con delle porte d’accesso “permanenti”. I metodi d’analisi dovrebbero quindi agire secondo il principio di “minima invasività”. Questi non dovrebbero perciò alterare la struttura di sicurezza delle piattaforme.

Altra novità, il fatto che il Centro europeo contro l’abuso sessuale su minori (ECLAG) non potrebbe più fornire direttamente tecnologie di rilevazione di contenuti dannosi per i minori ai fornitori di servizi. Questo centro, tuttavia, limiterebbe “a un ruolo di verifica, filtraggio e coordinamento tecnico“.

Il caso britannico

Tra gli esempi più discussi nel novero del dibattito, c’è stato un caso simile che è avvenuto in UK, dove lo scorso agosto è entrato in vigore l’Online Safety Act 2.0.

L’applicazione della legge ha portato Instagram, X, Google e Reddit a limitare la visibilità ai maggiorenni o rimosso una serie di post. Tutti contenuti che presentavano video, testi e ricerche critici verso il Governo di Keir Starmer oppure su Joe Biden.

Oltre a Londra, ci sono state le varie accuse da parte delle associazioni a tutela della privacy e dei Garanti nazionali. L’allarme è stato soprattutto quello sulla possibilità di istituzionalizzare un nuovo sistema di “sorveglianza di massa”, con il pretesto della lotta agli abusi contro i minori. Le minacce dei colossi come Signal e Meta di lasciare l’Europa qualora ci fosse stata l’approvazione di Chat Control 2.0, hanno fatto il resto.

Per approfondire

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