Bonus cultura, rubate identità digitali a neo 18enni. Come funziona la truffa

Criminal hacker hanno clonato identità digitali e falsificato credenziali SPID per incassare indebitamente fondi pubblici destinati ai diciottenni.

Una truffa su larga scala ha colpito migliaia di giovani italiani appena maggiorenni, privati del loro Bonus Cultura da 500 euro. Dietro il raggiro, scoperto dalla Polizia Postale, c’è una rete criminale che ha clonato identità digitali e falsificato credenziali SPID per incassare indebitamente fondi pubblici destinati ai diciottenni.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Firenze e condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, ha portato alla denuncia di dieci persone, ma secondo gli inquirenti gli indagati sarebbero almeno quindici, distribuiti in varie regioni italiane. Le verifiche hanno svelato oltre 2.500 SPID irregolari e circa 2.000 voucher truccati, con un danno stimato per l’Erario di circa 400 mila euro.

Il sistema della truffa

I truffatori, utilizzando dati anagrafici e codici fiscali di ignari diciottenni reperiti online o sul dark web, riuscivano ad attivare SPID falsi in loro nome. Con queste identità digitali accedevano al portale “18app”, generavano i buoni spesa e li utilizzavano presso esercizi commerciali compiacenti o fittizi, che a loro volta emettevano fatture false per ottenere i rimborsi dal Ministero della Cultura.

In molti casi, i beneficiari reali non si erano accorti di nulla: solo al momento della richiesta del bonus scoprivano che la somma era già stata utilizzata. Le denunce sono partite proprio da decine di ragazzi che non riuscivano più ad accedere al contributo, facendo scattare le indagini informatiche.

Una rete criminale organizzata

Le operazioni della Polizia Postale hanno portato a sequestri in diverse regioni, con decine di dispositivi, carte di pagamento, credenziali e firme digitali intestate a persone estranee ai fatti. Le indagini hanno rivelato l’esistenza di una rete di conti correnti, anche all’estero, utilizzati per far sparire il denaro e riciclarlo attraverso un complesso sistema di passaggi finanziari.

Secondo alcune ipotesi investigative, parte dei fondi sarebbe stata reinvestita in altre attività illecite, tra cui traffico di droga e frodi telematiche. Le accuse per gli indagati vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche al riciclaggio e alla frode informatica.

Le autorità stanno ora collaborando con PagoPA e il Ministero della Cultura per migliorare i controlli, evitare nuove frodi e potenziare le procedure di autenticazione. La Polizia Postale invita i cittadini a verificare periodicamente l’attivazione del proprio SPID, segnalare anomalie e utilizzare solo provider certificati.

Bonus Cultura, cos’è e come funziona

Il bonus cultura è un contributo promosso dal Ministero della Cultura che dà la possibilità di ottenere un credito di 100 euro, disponibile su una carta virtuale, per l’acquisto di libri cartacei o digitali. Si richiede direttamente dall’app IO e solo con un ISEE fino a 15.000 euro. Si genera al momento dell’acquisto. C’è tempo fino al 31 ottobre 2025. Ogni nucleo familiare ha diritto a una sola carta per ciascun anno, dal 2020 al 2024.

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