Gli Stati membri dell’Unione Europea e la Commissione hanno preso parte all’edizione 2025 dell’esercitazione “Blueprint Operational Level Exercise”. L’occasione è servita per testare “la risposta collettiva alle crisi di sicurezza informatica“.
Il 4 novembre scorso si è tenuta l’edizione 2025 dell’esercitazione cyber “Blueprint Operational Level Exercise” (BlueOLEx).
Si è trattato della prima esercitazione dall’adozione del nuovo piano d’azione dell’Unione Europea in materia di sicurezza informatica che chiarisce “i ruoli e le responsabilità in caso di crisi“. All’evento hanno presenziato gli alti funzionari responsabili della sicurezza cibernetica degli Stati membri dell’UE e della Commissione.
Di Difesa cyber e infrastrutture critiche si parlerà nel corso della 2^ edizione di Space & Underwater, la conferenza internazionale organizzata e promossa da Cybersecurity Italia il prossimo 3 dicembre, che si terrà presso la Caserma “Salvo d’Acquisto” a Roma.
Henna Virkkunen (Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea): “Dobbiamo essere pronti a collaborare di fronte a minacce comuni“
“Quando si tratta di sicurezza informatica“, ha dichiarato la Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea Henna Virkkunen, “dobbiamo aspettarci l’inaspettato“. E ha aggiunto: “Dobbiamo essere pronti a collaborare di fronte a minacce comuni. BlueOLEx è un’opportunità per vedere come le nostre procedure di gestione delle crisi dovrebbero funzionare in modo coordinato a livello dell’UE e nazionale”.
La stessa Vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen sarà ospite della 2^ edizione di Space & Underwater, la conferenza internazionale organizzata e promossa da Cybersecurity Italia il prossimo 3 dicembre, che si terrà presso la Caserma “Salvo d’Acquisto” a Roma.
Qual è l’apporto di queste esercitazioni?
Gli insegnamenti e le informazioni che derivano da queste esercitazioni confluiranno nella più ampia strategia dell’Unione Europea in materia di preparazione. Si rafforzerà così la risposta coordinata alle minacce multidimensionali e multisettoriali.
Durante l’evento organizzato dall’ENISA, i partecipanti hanno preso parte ad una serie di esercitazioni mirate. Nel dettaglio i test vertevano su:
- scenari di crisi e rischio cyber.
- Discussioni sui partenariati strategici.
- Metodologie perfezionate di risposta agli incidenti.
L’occasione ha ribadito ulteriormente l’impegno dell’Unione Europea in favore di una preparazione di alto livello in materia di sicurezza informatica. Le crescenti minacce, l’instabilità geopolitica e geo-economica necessitano infatti di risposte sempre più mirate.
In generale, l’iniziativa serve a garantire “un ambiente digitale sicuro per i cittadini dell’UE” e a promuove “la collaborazione per proteggersi dalle minacce informatiche in continua evoluzione“.
Cybersecurity Act, slittata la proposta di legge
Intanto, la nuova proposta legislativa sulla cybersicurezza, il Cybersecurity Act è slittata dal 19 novembre al 20 gennaio.
Questo spostamento è emerso dall’ultima versione dell’agenda provvisoria del prossimo collegio dei Commissari dell’Unione Europea. In quello stesso giorno, oltre al confronto sulla sicurezza cibernetica comunitaria, dovrebbe arrivare anche la presentazione di una proposta sulle reti digitali.
Una nuova svolta europea
A Riga, soltanto pochi giorni fa, la Vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen aveva annunciato nuove opportunità di finanziamento da 20 milioni di euro.
L’obiettivo è sempre stato quello di rafforzare la resilienza delle reti di cavi sottomarini, definite “i nostri salvagenti digitali”.
Nell’occasione, ha presentato anche il Rapporto del Gruppo di esperti della Commissione europea sulle infrastrutture di cavo sottomarino. Il documento ha individuato sette scenari di rischio, tra cui sabotaggi fisici e cyber, interruzioni della catena di fornitura, eventi naturali e instabilità geopolitiche.
Il Mar Rosso è indicato come il principale “collo di bottiglia”, con il 90% del traffico dati tra Europa e Asia che vi transita. Particolarmente vulnerabili le isole europee – Cipro, Irlanda e Malta – che dipendono interamente dai cavi sottomarini per la connettività.
Il nuovo piano d’azione europeo sulla sicurezza dei cavi, adottato nel febbraio 2025, è andato nella direzione indicata, coprendo tutte le fasi della resilienza. Ossia:
- prevenzione.
- Rilevamento.
- Risposta.
- Recupero
- Deterrenza.
Finora, l’UE ha già investito 420 milioni di euro attraverso il Meccanismo per collegare l’Europa digitale, sostenendo 51 progetti del Global Gateway digitale. Da questa fase, si punta a strutturare una nuova ondata di iniziative per consolidare la sovranità tecnologica europea.


















