“L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e la Polizia Postale sono immediatamente intervenute e stanno conducendo tutte le azioni necessarie. È tuttora in corso la fase di analisi per comprendere la reale portata dell’attacco, valutare i danni e avviare le operazioni di ripristino. Al momento i siti e i servizi online dell’UPS non sono disponibili”.
UPS sotto attacco
Lo scorso 19 agosto l’Università Pontificia Salesiana (UPS) ha subìto un massiccio attacco cyber. Lo ha riportato ransomNews sul suo profilo X. Al momento, non è arrivata alcuna rivendicazione. I disservizi sono stati notevoli, tanto che sono fuori uso il sito e tutti i servizi telematici. Dopo Roma Tre lo scorso maggio, un altro polo universitario è dunque finito nel mirino dei cyber criminali.

La nota dell’ateneo
Aprendo il sito ufficiale dell’Ateneo (https://www.unisal.it/) al momento è possibile consultare soltanto un avviso. In questo si legge: “Nella notte del 19 agosto l’infrastruttura informatica dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) è stata oggetto di un grave attacco informatico“.
Un Attacco, “che ha reso temporaneamente inaccessibili il sito web e tutti i servizi digitali dell’Ateneo. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e la Polizia Postale sono immediatamente intervenute e stanno conducendo tutte le azioni necessarie. È tuttora in corso la fase di analisi per comprendere la reale portata dell’attacco, valutare i danni e avviare le operazioni di ripristino. Al momento i siti e i servizi online dell’UPS non sono disponibili“.
E ancora: “Ci scusiamo per il disagio. Forniremo aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori di riattivazione attraverso i canali ufficiali, compresi i social media e il Canale WhatsApp. La casella di posta elettronica @unisal.it risulta al momento non funzionante. In caso di necessità, è possibile contattare l’Ateneo scrivendo all’indirizzo: universitapontificiasalesiana@gmail.com“.
Quali rischi cyber per l’Italia
In Italia illeciti simili sono all’ordine del giorno, che si tratti di istituzioni, agenzie governative e soprattutto piccole e medie imprese (PMI). Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) nei primi sei mesi del 2025 c’è stata la registrazione di 91 attacchi ransomware, in linea con i 92 dello stesso periodo del 2024.
Tra i casi più gravi figurano proprio le università. Con loro, le strutture sanitarie, operatori energetici e fornitori digitali della PA, messi in difficoltà soprattutto a febbraio, con effetti a catena su altri soggetti collegati. Al contempo, però, gli attacchi DDoS sono passati da 336 nel primo semestre 2024 a 598 nel 2025, segnando un aumento del 77%.
















