Attacco cyber contro Jaguar e Land Rover. Pronti aiuti da Londra?

Il Governo sta valutando di acquistare la componentistica dei fornitori per farli continuare a produrre, pur le linee di produzione di Jaguar e Land Rover ancora ferme.

Ancora ferme le produzioni

Jaguar e Land Rover (JLR) sono ancora riuscite a tornare in pieno attività dopo che ad inizio mese un attacco cyber le ha costrette a chiudere le sue reti IT e soprattutto diverse fabbriche. La rivendicazione del gruppo hacker criminale Scattered Spider non ha al momento avuto grandi conseguenze, tanto che le catene di montaggio non sono ancora operative.

Anzi, secondo la BBC, “cresce il timore che alcuni fornitori, in particolare le aziende più piccole che dipendono esclusivamente dall’attività di JLR, possano fallire senza un sostegno“. Per questo, a Londra si sta studiando delle modalità che portino il Governo ad intervenire direttamente. Tra le ipotesi, gli acquisti dai dei componenti dai fornitori, per consentire loro di continuare a lavorare.

Qualora l’esecutivo britannico dovesse intervenire, si tratterebbe di una novità. Sarebbe infatti la prima volta che un’azienda riceve aiuto a seguito di un attacco informatico, sebbene tali attacchi siano un fenomeno relativamente nuovo. Un’altra opzione presa in considerazione è quella di fornire prestiti garantiti dal Governo ai fornitori. Tuttavia questa soluzione non sembra essere gradita dai fornitori stessi.

Quali difficoltà logistiche?

Gli eventuali acquisti e stoccaggio di ricambi per auto da parte del Governo comporterebbero notevoli difficoltà logistiche, soprattutto in termini di rispetto delle tempistiche delle consegne.

La compressione dei tempi della logistica, infatti, è il vettore della competitività, senza cui si rischia di perdere quote di mercato. Il processo di produzione di JLR si basa sulla consegna dei ricambi giusti nel posto giusto e al momento giusto.

Da parte loro, gli esperti del settore concordano sul fatto che non intervenire aumenta il rischio di fallimento per le aziende della catena di approvvigionamento. In pericolo, ci sono decine di migliaia di lavoratori.

Subito dopo l’attacco a JLR comunque, la casa automobilistica ha ricevuto il sostegno del National Cyber Security Centre e della National Crime Agency. Circa 30.000 persone sono impiegate direttamente negli stabilimenti dell’azienda e altre 100.000 lavorano nei vari settori della sua catena di fornitura..

Gli obiettivi nelle catene del valore

Nel panorama geopolitico contemporaneo, gli attacchi alle catene del valore rappresentano una delle minacce più insidiose alla sicurezza nazionale e internazionale. Questi attacchi, che prendono di mira la catena di approvvigionamento di prodotti e servizi, hanno rimodulato il concetto stesso di conflitto. Fondono infatti elementi di confronto militare tradizionale con sofisticate operazioni cyber.

Sui mercati automobilistici, come del resto in tutti i settori economici e finanziari, la globalizzazione delle catene di approvvigionamento ha creato una rete di interdipendenze estremamente complessa. Tanto da generare vulnerabilità sistemiche sfruttabili da attori malevoli.

Non si tratta più solo di compromissione di componenti software. Al contrario, i più recenti casi operativi dimostrano come anche le supply chain fisiche siano diventate obiettivi primari, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.

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