Attacco cyber contro il Consiglio regionale del Veneto. Anonymous Russia rivendica

I danni, tuttavia, sono stati estremamente limitati, grazie ad una serie di interventi e di correzioni tempestive.

Anonymous Russia contro il Consiglio veneto

Il Consiglio regionale del Veneto ha subìto un attacco cyber, rivendicato da Anonymous Russia su Telegram, ma una risposta tempestiva ha evitato seri danni.

A confermarlo, secondo il mattino di Padova, è stato il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti. Lo stesso Ciambetti ha spiegato come l’intervento tempestivo del sistema informatico “abbia permesso di contenere i danni e limitare i disservizi ai cittadini“.

Inoltre, ha ringraziato i tecnici per la qualità e l’efficacia del lavoro svolto, sottolineando che senza la loro prontezza “le conseguenze sarebbero potute essere molto più gravi“.

Il CERT, nuovo pilastro cyber della difesa del Veneto

La vulnerabilità cibernetica delle istituzioni – anche alla luce dell’ultimo attacco contro il Consiglio – ha spinto la Regione Veneto a pianificare delle misure ancora più strutturate. Si è così deciso di istituire il Computer Emergency Response Team o CERT.

La finalità del progetto è “il miglioramento la gestione degli incidenti di sicurezza“. Nel contempo, inoltre, si punta “a istituire una vera e propria Authority regionale per la cybersecurity, capace di garantire la protezione dei dati e dei servizi digitali“.

Sempre secondo il mattino di Padova la sua missione prevede diversi punti. Vale a dire:

  • analizzare le minacce informatiche.
  • Coordinare la gestione degli incidenti.
  • Diffondere informazioni sugli scenari di rischio.
  • Incentivare processi di prevenzione.
  • Collaborare con strutture nazionali e internazionali per potenziare le difese.
  • Migliorare le competenze del personale attraverso formazione e sensibilizzazione.

Il CERT Veneto opererà come punto di raccordo tra i vari enti, le pubbliche amministrazioni, il CSIRT nazionale, il CNAIPIC. A questi potranno aggiungersi tutti quegli organismi che ne faranno richiesta. Attualmente, “il sistema coinvolge 38 enti regionali suddivisi in cinque gruppi di riferimento“.

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