Gli effetti sul mercato del data breach contro Coupang continuano ad essere prolungati, con direttrici non solo economiche ma anche di immagine.
A molti mesi dall’attacco cyber contro Coupang, il gigante dell’e-commerce sudcoreano continua ad avere dei riscontri in proiezione negativi sul mercato. Perdite nel quarto trimestre e ricavi inferiori alle stime degli analisti. Sono queste le evidenti ripercussioni della violazione informatica.
Coupang ha infatti riportato una perdita di 26 milioni di dollari nel quarto trimestre, rispetto ai profitti dello stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante le difficoltà, la società ha preso una serie di provvedimenti per riprendersi dalla crisi generata dal data breach.
La compagnia ha lavorato “per rassicurare i suoi clienti e migliorare la sicurezza dei propri sistemi, con l’intento di mantenere e poi aumentare la base clienti nel lungo termine“. Non sarà facile ma potrà contare su un settore, quello del commercio online, che in Corea del Sud resta altamente competitivo competitivo e in rapida evoluzione. Il tutto, al cospetto di continue sfide digitali e reputazionali.
La misura dell’attacco cyber contro Coupang
Quello del data breach contro la piattaforma commerciale sudcoreana ha destato non poche preoccupazioni, sopratutto per la sua gestione. Coupang aveva reso noto, circa tre mesi fa, di aver subìto un attacco cyber su vasta scala. L’operazione si era tradotta nella pubblicazione dei dati personali di oltre 33 milioni di clienti.
A rendere ancora più grave il fatto, dalle indagini della Polizia era emerso che la violazione dei server sarebbe cominciata il precedente 24 giugno. Tuttavia, aveva riportato la Reuters, “l’azienda non è venuta a conoscenza del problema fino al 18 novembre“.
“La fiducia dei consumatori in Coupang è stata scossa”, ha affermato Lee Kwang-lim, Direttore esecutivo della Korea Chainstores Association, che rappresenta grandi rivenditori come E-mart e Lotte Mart. Il tutto, a riprova di quanto la mancanza di attenzioni interne, per il comparto cyber, possa tradursi anche in aspetti “più di immagine“.
Le vulnerabilità delle Telco in Corea del Sud
Kang Hoon-sik, capo di gabinetto del presidente sudcoreano Lee Jae Myung, aveva affermato nel merito che i quattro principali incidenti cyber dal 2021 hanno tutti evidenziato le “lacune strutturali”. In particolare “nella protezione dei dati personali in Corea del Sud“.
Negli ultimi mesi, la Corea del Sud è stata spesso al centro delle cronache per attacchi interni di hacker criminali. La violazione dei server di Coupang, di fatto, è avvenuta contemporaneamente a quella contro LG Uplus.
Ad agosto, poi, il più grande operatore di telefonia mobile del Paese, SK Telecom, aveva ricevuto una multa di 134 miliardi di won (96,53 milioni di dollari) dopo un altro attacco informatico. In quel caso, c’era stata una fuga di dati di quasi 27 milioni di utenti.
Più in generale, gli analisti hanno segnalato come tutte queste operazioni abbiano interessato i comparti nevralgici del ‘Sistema Paese’ sudcoreano. Ossia:
- le telecomunicazioni.
- Le società di carte di credito.
- Le startup tecnologiche.
- Varie agenzie governative.
La questione dei sistemi nazionali
Mentre Seoul continua ad accusare la Cina e la Corea del Nord, diversi esperti hanno segnalato come i problemi restino fondamentalmente due. Il primo luogo, un sistema di sicurezza informatica che è frammentato e non centralizzato, dunque non unitario. Si è registrata inoltre la carenza di tecnici. Da qui, la moltiplicazione delle opportunità per i cyber criminali, con risposte spesso poco tempestive.
Per questo, lo stesso Kang aveva affermato che l’incidente cyber contro Coupang, sarebbe dovuta “essere un’opportunità per migliorare il sistema di risarcimento punitivo“. Nell’occasione, infatti, “la sua applicazione non sarebbe avvenuta in modo tale da impedire una compromissione massiccia dei dati“.
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